Il Samaritano

In sella alla solidarietà: la ciclofficina del progetto Sai riapre le porte con i giovani richiedenti asilo

Torna la ciclofficina del progetto SAI: un'opportunità per mettere a punto le biciclette dimenticate e promuovere l'integrazione attraverso la condivisione di conoscenze e esperienze tra diverse comunità, con un occhio alla mobilità leggera

Con l’arrivo della primavera, i raggi del sole tornano a riscaldare le strade della città e dei suoi dintorni, portando con sé la voglia di uscire e godersi il bel tempo. Ed è proprio in questo clima di rinascita che la ciclofficina del progetto Sai annuncia la sua riapertura annuale grazie ai ragazzi richiedenti asilo del progetto Moheb, Habib e Ali.

Situata a Rieti in via Sant’Agnese, la ciclofficina non è solo un luogo dove mettere a punto le proprie biciclette, ma un vero e proprio laboratorio multiculturale dove scambiare pezzi, ricambi, chiacchiere e la passione per le due ruote.

Per chi ha delle vecchie biciclette inutilizzate che non vuole gettare, la ciclofficina è un’ottima occasione per dar loro nuova vita. Presso il laboratorio, sarà possibile decidere insieme ai ragazzi se rimetterle in uso o donarle a chi ne ha bisogno. Inoltre, per coloro che vogliono avvicinare i più piccoli al mondo delle biciclette e insegnare loro come funzionano e come si possono riparare, il progetto è pronto ad organizzare sessioni ad hoc.

«La ciclofficina non è solo un servizio di riparazione, ma un luogo di inclusione e condivisione», sottolinea uno dei volontari del progetto. «Siamo qui per aiutarvi nelle vostre piccole riparazioni, ma soprattutto per creare un ambiente accogliente dove tutti possono sentirsi a casa».

L’appuntamento è per il lunedì pomeriggio, dalle 15 alle 17, in via Sant’Agnese n.30. L’ingresso è completamente gratuito, sia per una piccola riparazione da fare in compagnia che per dare una mano a rendere le biciclette accessibili a tutti.