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Mascherine: come riconoscere quelle affidabili

Sulle caratteristiche e sull’uso delle mascherine abbiamo imparato molto. Ma come facciamo a sapere quali prodotti, tra tutti quelli presenti sul mercato, sono davvero a norma di legge e dunque affidabili?

Chirurgiche, di stoffa o filtranti (le famose FFP2 e FFP3). Sulle caratteristiche e sull’uso delle mascherine abbiamo imparato molto. Ma come facciamo a sapere quali prodotti, tra tutti quelli presenti sul mercato, sono davvero a norma di legge e dunque affidabili? Per aiutarvi a capire quali mascherine hanno davvero le carte in regola abbiamo preparato una guida sulle certificazioni.

La forte richiesta di mascherine generata dalla pandemia ha fatto sì che il mercato fosse inondato di prodotti di ogni tipo: dalle mascherine più tradizionali ad uso medico, come quelle chirurgiche e i filtranti facciali (le ormai famose FFP2 e FFP3), a quelle in tessuto (fatte di molti materiali diversi) destinate esclusivamente alla comunità.Ma come facciamo a capire quali, tra questi prodotti, sono davvero affidabili? Come capire se una mascherina chirurgica o una mascherina FFP2 sono certificate? I certificati che si trovano on-line con i prodotti sono autentici? Che garanzie mi offre una mascherina di stoffa? Con questa guida cerchiamo di dare una risposta a tutte queste domande.

A cosa fare attenzione

Non è semplicissimo capire se una mascherina, chirurgica o no, sia affidabile o meno. In molti casi le certificazioni o le garanzie che dovrebbero accompagnare questi prodotti sono assenti o, se presenti, sono sospette. Noi per primi, in più occasioni, abbiamo riscontrato che l’offerta di alcune mascherine in vendita in rete si accompagnava a certificati di dubbia validità.Per capire l’autenticità o meno dei prodotti ci sono delle verifiche che possiamo fare da soli. Ve le mostriamo tutte per ciascun tipo di mascherina: chirurgica, filtrante (FFP2 E FFP3), di comunità (ad esempio quelle di stoffa).

Mascherine chirurgiche: come capire se sono certificate?

Le mascherine chirurgiche, per legge, sono classificate come dispositivi medici. In questa categoria rientrano vari prodotti utilizzati a scopo medico-sanitario, tra cui ad esempio gli occhiali da vista, le sedie a rotelle oppure le valvole cardiache artificiali. In quanto dispositivo medico, le mascherine chirurgiche devono assicurare non solo il rispetto della normativa generale dei dispositivi medici (Dir. 93/42/CEE) ma anche soddisfare i requisiti imposti dalla norma tecnica EN 14683, che ne delinea le prestazioni minime in termini di efficacia filtrante e respirabilità.Non si tratta di aspetti formali: il rispetto di quanto stabilito dalla normativa ci aiuta a riconoscere una vera mascherina chirurgica.

Mascherine filtranti FFP2 e FFP3: come capire se sono certificate?

Le maschere filtranti facciali, per intenderci le FFP2 ed FFP3 o N95 (l’equivalente americano delle FFP2) sono dei veri e proprio Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).Un prodotto, per essere un dispositivo di protezione individuale, deve rispettare quanto stabilito nel regolamento UE 425/2016. La norma stabilisce che le maschere filtranti come le FFP2 e FFP3 sono DPI appartenenti alla categoria III di rischio: ciò significa che per essere messe in commercio, i produttori devono prima passare il vaglio di un organismo notificato specializzato nella certificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. L’organismo notificato certificherà l’aderenza del prodotto ai requisiti della norma tecnica EN 149:2001 ed il produttore, potendo così dimostrare la conformità del prodotto, può apporre il marchio CE.

Le mascherine destinate alla collettività sono mascherine non classificabili né come dispositivo medico, né come dispositivo di protezione individuale. Si tratta di una categoria di mascherine legittimata con il decreto Cura Italia, che in sostanza autorizza i cittadini italiani ad utilizzare mascherine che non abbiamo alcuna certificazione.Pertanto in questa categoria non solo ricadono le mascherine di stoffa che hanno preso piede in questi mesi, ma anche tutte quelle mascherine chirurgiche che, non avendo provato l’aderenza ai requisiti previsti dalla norma (o non avendo la documentazione) vengono ridestinate all’uso da parte della collettività.Se ben concepite, le mascherine lavabili in stoffa svolgono adeguatamente la loro funzione protettiva. Lo rivela il test su un campione di 22 mascherine riutilizzabili. Sono quindi un’ottima alternativa alle mascherine chirurgiche usa e getta perché hanno un minore impatto ambientale. Bisogna però introdurre uno standard minimo di efficacia e un logo che permetta al consumatore di riconoscere quelle che aderiscono ai requisiti. Lo abbiamo chiesto ufficialmente al ministero della Salute.
da altroconsumo.it

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