Dentro la Tv

L’Illusione della realtà monitorata. Il buco della serratura dei reality show

Il fenomeno dei reality show prosegue ad impazzare sul piccolo schermo. Quello che sembrava un meccanismo televisivo destinato a scemare nel tempo di una stagione miete ancora grandi risultati in termini di ascolti, con un pubblico ormai affezionato e anche tendenzialmente trasversale.

Il fenomeno dei reality show prosegue ad impazzare sul piccolo schermo. Quello che sembrava un meccanismo televisivo destinato a scemare nel tempo di una stagione miete ancora grandi risultati in termini di ascolti, con un pubblico ormai affezionato e anche tendenzialmente trasversale.

Per chi non abbia contezza del genere, i reality consistono nell’osservare un gruppo di persone scelte attraverso un casting, e messe insieme in una situazione particolare con la possibilità di spiarne le reazioni tramite telecamere accese 24 ore su 24. Il motivo del successo di questo format televisivo sta nella leggerezza dell’idea, oltre che in quel voyerismo che talora si impadronisce del telespettatore.

Chiacchiericci, rivalità, piccoli scandali, reazioni a sorprese o tradimenti (veri o appositamente concordati dagli autori), proseguono a catturare l’attenzione degli appassionati del genere. Si tratta di programmi che non necessitano di particolare riflessione, ma che talora si seguono con estrema leggerezza, magari preparando il pranzo o la cena.

Un meccanismo che si spaccia per “realtà” monitorata, ma che quasi sempre è frutto di un copione già studiato in partenza, architettato sapientemente dagli autori per tenere alta l’attenzione fino all’ultima puntata.

Certamente uno specchio dei tempi, che oscilla tra il “io non lo farei mai” e il desiderio di “guardare dal buco della serratura” per poi criticare i comportamenti dei concorrenti e magari interagire per eliminarli. Il tutto, comodamente sprofondati nel divano di casa. Senza pensieri.

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