Associazioni Cattoliche

Tappa a Regina Pacis per il pellegrinaggio della Madonna di Lourdes in Italia

L'Unitalsi porta l'essenza di Lourdes attraverso le regioni italiane, unendo i fedeli in un cammino di devozione e preghiera, culminando in toccanti celebrazioni e momenti di comunione. È accaduto anche a Rieti, nella parrocchia di Regina Pacis

La tenerezza di un Bimbo e di una Madre, nel clima natalizio, unitamente al pensiero della croce che immediatamente, all’indomani di Natale, fa capolino con la memoria del primo martire Stefano: messi insieme, questi sentimenti, dal simbolo che ha raccolto tanti devoti a Regina Pacis nello spirito di quel luogo, caro a tanti, dove sofferenza e consolante letizia vanno di pari passo, che è Lourdes. La copia dell’effigie mariana che lì si venera, nell’ambito della Peregrinatio Mariæ promossa dall’Unitalsi che celebra i 120 anni di fondazione, è giunta a Rieti ed è stata accolta nella parrocchiale dedicata a Maria Regina della pace che è solita accogliere, ogni anno, a febbraio, la celebrazione diocesana della Giornata del malato nel giorno della Madonna di Lourdes.

Gli unitalsiani della sottosezione reatina sono andati a prelevarla, con il furgone dell’associazione, la mattina di Santo Stefano a Viterbo, trasportandola fino a Rieti nella chiesa di piazza Matteocci, che nel pomeriggio si è riempita di fedeli che, assieme a dame e barellieri dell’Unitalsi nelle loro classiche divise, si sono uniti nell’omaggio alla statua, raccogliendosi in preghiera per il Rosario e poi la Messa. A celebrarla, assieme ai sacerdoti della parrocchia e all’assistente diocesano Unitalsi, il vescovo Vito Piccinonna, che quei sentimenti misti di stupore natalizio e di fortezza nel martirio ha aiutato a leggere nella sua omelia. Lo stupore dinanzi al mistero del Dio che entra nella storia, che ha vissuto Maria per prima, con le sue domande e il suo smarrimento: quello che si continua a provare e che la liturgia all’indomani del Natale, nel ricordare il martirio del diacono Stefano, aiuta a non dimenticare, ricordando che quel Bambino è venuto per affrontare la Croce, quella a cui, primo fra tutti, Stefano fu chiamato ad abbracciare ripetendo l’esperienza di Gesù anche nelle parole pronunciate: il perdono ai suoi persecutori e l’affidamento del proprio spirito al Signore.

Maria, ha ricordato il vescovo, aveva vissuto il suo affidamento, iniziato nel “sì” all’annuncio dell’angelo e culminato sul Golgota con un altro “sì”. «Abbiamo bisogno di Maria nella nostra vita di fede. E lei veglia su ciascuno di noi, sulle nostre comunità, sulle nostre famiglie, soprattutto sui nostri cari fratelli e sorelle infermi. Si fa madre di speranza perché la disperazione non abbia mai a prendere il sopravvento», ha detto monsignor Piccinonna. E di questa speranza chiede a tutti di essere portatori, «soprattutto verso i malati, i sofferenti». L’invito, allora, a chiedere a Dio, «per intercessione della Madonna di Lourdes, di santo Stefano e di tutti i santi, di accompagnarci a vedere profondamente la nostra fede: vivendola anche nelle ore più buie della nostra esistenza, scopriremo che per Dio nemmeno le tenebre sono scure e la notte è chiara come il giorno».

Il canto intenso dell’Ave di Lourdes ha concluso la celebrazione eucaristica. Canto ripetutosi l’indomani mattina, quando, dopo la “preghiera di affidamento” degli unitalsiani, la statua della Vergine è uscita dalla chiesa per essere presa in consegna dalla sottosezione Unitalsi di Civitavecchia-Tarquinia. E la tappa nella città tirrenica concluderà il giro nella sezione Romano-Laziale, per poi imbarcarsi, dal porto di Civitavecchia, per la Sardegna.