Montagna

Montagne oltre il confine e memorie di guerra: gli eventi culturali del CAI di Rieti esplorano il significato del limite

Il CAI di Rieti apre il I semestre con un viaggio attraverso le montagne presentando il film "Oltre il Confine" e il libro "Guerra in Appennino" di Stefano Ardito. Un'immersione nella storia di Ettore Castiglioni, alpinista e eroe, e nei tragici eventi del biennio 1943-1945, per riflettere sul limite dell'umanità e promuovere la pace

Si parte a gennaio con gli eventi di cultura di montagna del CAI di Rieti che indagano il significato profondo del limite, tema attorno al quale ruoteranno le iniziative del I semestre. La sezione invita tutti i soci e i cittadini alla presentazione del film Oltre il confine e del libro Guerra in Appennino di Stefano Ardito presso la propria sede in via Picerli 59 venerdì 26 gennaio ore 17 (ingresso libero). Dialogherà con il pubblico l’autore Stefano Ardito, scrittore di montagna e giornalista.

Oltre il Confine è un film-documentario italo-svizzero diretto da Andrea Azzetti e Federico Massa (2017, durata 66’, prestito Cineteca Centrale del CAI) che ripercorre le misteriose vicende dello scalatore e scrittore Ettore Castiglioni. Premio Città di Imola come miglior film italiano al Trento Film Festival, successivamente si è aggiudicato complessivamente ben 8 premi internazionali. Si tratta di un film da non perdere poiché ricostruisce le vicende dell’alpinista e del contesto storico con una grande poesia di immagini e di dialoghi, grazie anche alla scrittura di Marco Albino Ferrari.

Ettore Castiglioni (1908-1944) alpinista e scrittore, che ha sacrificato la sua vita oltre ogni limite per salvare quella degli altri (riconosciuto Giusto dell’Umanità dal Comune di Milano), resta una figura leggendaria nel mondo dell’alpinismo del Novecento. Ha iniziato a scalare a 13 anni, ha aperto molte vie esplorando le Dolomiti del Brenta, era un ricercatore dell’esperienza alpinistica anche come momento estetico e di bellezza. A lui è dedicato il noto rifugio in Marmolada. Il film è connotato dalla voce del diario dell’alpinista che riporta le sue angosce e le sue speranze. Da Milano a una cabinovia che sale verso la montagna, da una caserma in abbandono a una baita nascosta che fu il luogo in cui si rifugiò dopo l’8 settembre e dove fece vita da partigiano.

L’ultima fatica dello scrittore Stefano Ardito è dedicata alla guerra in Appennino.  Il volume, dedito da Corbaccio, ricostruisce in modo fluido e avvincente la Grande Storia tra i borghi e le montagne restituendo pezzi di microstoria e geografie che altrimenti andrebbero persi nella memoria. Si racconta della linea Gustav e della Linea Gotica, ma anche di boschi e campagne che oggi sono ripercorsi da sentieri e cammini per non dimenticare. Un biennio feroce, quello tra l’estate del 1943 e la primavera del 1945, che ha coinvolto la popolazione civile. Un intero capitolo nel libro è dedicato alla storia del nostro territorio: intitolato Sangue sulla Sabina, si ricostruiscono le stragi di Monte Tancia e di Leonessa (settembre 1943-aprile 1944). Sarà l’occasione per tornare a parlare di pace, contro gli orrori di ogni guerra che non pone limiti all’insensatezza dell’uomo quando mosso da spirito di dominio.