Reporter a scuola

Capodanno: tra convenzioni, sano divertimento e rischi inutili

Dal progetto Reporter a Scuola una esplorazione del significato universale del Capodanno, oltre le celebrazioni e le speranze per il tempo nuovo, emergono riflessioni su tempo, cambiamento e responsabilità

Il Capodanno, evento atteso e vissuto da miliardi di esseri umani. Da un certo punto di vista potremmo senza dubbio considerarlo una convenzione culturale, basta infatti cambiare emisfero per scoprire significati nuovi e diversi. Tra botti, fuochi e spumante attendiamo impazienti che le lancette degli orologi scocchino la mezzanotte aprendo le porte del nuovo anno. Eppure, a pensarci bene, cosa cambia tra l’ultimo e il primo giorno dell’anno? Siamo noi a dargli un significato, forse perché in questo modo definiamo meglio il nostro essere nella storia, ci torna utile dare un confine al tempo, perché in fondo ne siamo dipendenti, ma in questo modo ci illudiamo di controllarlo … ?. In tutte le culture c’è un momento che segna la fine del tempo “vecchio” e l’inizio del tempo “nuovo”, è quindi un modo per ripartire, rinascere in qualche modo e dare così voce al senso dell’ottimismo e della speranza. Tutti i popoli festeggiano e danno una propria interpretazione alla fine e all’inizio dell’anno e l’apertura al cambiamento è certamente il valore più comune e diffuso in ogni popolo. Interessante il pensiero di Nietzsche a tal proposito: «sono momenti in cui l’anima può fermarsi e rivedere una fase del proprio sviluppo». D’altronde basta guardare i telegiornali del primo dell’anno: decine di servizi sono da sempre dedicati al modo in cui si vive in tanti luoghi geograficamente molto distanti. È anche un’occasione per consolidare il senso di appartenenza ad una comunità, contro la sensazione esattamente opposta, quella della frammentazione e divisione interna. Questo perché il significato originale delle feste è spesso un significato comunitario, di festa collettiva, di momento di riflessione che coinvolge tutti. Nella modernità questo significato rischia di perdersi in mezzo alla nostra febbre del consumo e dell’ego che spesso ci trascina nell’indifferenza verso ciò e coloro che abbiamo intorno.

Un popolare detto così recita: “Anno nuovo, vita nuova!”, che sicuramente ha un fondo di verità, ma occorre confrontarsi con un sano realismo, la vita non cambia solo perché passa la mezzanotte, affinché si realizzino le nostre volontà e desideri sono necessarie fatica, impegno quotidiano, ed esercizio. L’alternativa è dare valore ad una favola, un’illusione, il rischio è quello che i propositi di inizio anno siano solo una scusa per rifugiarci in mondo incantato, dove non esiste la responsabilità, espressione di una cronica immaturità.

A Capodanno il tema della responsabilità è doveroso. Se è normale lasciarsi andare al divertimento, è altrettanto doveroso non superare una linea di sicurezza, quella che consente a tutti di rispettare sé stessi e gli altri, da ogni punto di vista. Purtroppo, accanto alle notizie dedicate ai cenoni, ai concerti, alle feste di fine anno, il primo gennaio è anche il giorno in cui si parla di incidenti stradali o causati dai fuochi d’artificio. Gli stati di ebbrezza e la superficialità che molte persone esprimono, sono spesso alla base di tragici eventi. Ultimamente si parla anche della necessità di rispettare il mondo animale: cani, gatti, uccelli e altri esseri viventi, soffrono il frastuono dei botti fino a poter morire o addirittura abortire. Alcune città hanno smesso di usare i fuochi d’artificio oppure preferiscono quelli “silenziosi” o optando per le luci laser ottenendo lo stesso effetto nel cielo senza causare problemi agli animali.

Capodanno, momento di gioia e festa in cui non dobbiamo scordare che ci sono persone meno fortunate, che soffrono, che sono malate o semplicemente sole. È quindi un’occasione importante per fare un regalo importante, donare del tempo, della compagnia e dell’allegria, evitando del facile moralismo, ma iniziando un percorso che nel tempo, non solo a Capodanno, farà prima di tutto bene a chi si rende disponibile. Parlare di questi aspetti ad alcuni potrebbe sembrare poco significativo, non attuale, si tratta invece di trovare il giusto equilibrio tra un sano modo di divertirsi nel segno del rispetto di tutti e tutto, nella costruzione di rapporti autentici, unica strada per sviluppare e maturare l’essenza di ciò che ci rende quello che siamo, umani. Il tempo sfugge, ma il segno del tempo, rimane.

Buon fine, felice inizio e … gioioso cammino.

Progetto Reporter a Scuola
Articolo scritto da Emanuele Dionisi e Umberto Fabrizi

Foto di Pexels da Pixabay