Il migliore degli investimenti? Dare un sostegno reale a chi decide di mettere al mondo bambini

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  • Se l’Italia è il Paese in cui si fanno meno figli al mondo, questo creerà problemi enormi nel prossimo futuro. Lo sappiamo perfettamente ma fingiamo di non saperlo. Dare un sostegno reale a chi decide di mettere al mondo bambini, è il migliore investimento che lo Stato può fare per gli italiani.

    Si comincia a parlare – e se ne parlerà a lungo, soprattutto nella prossima campagna elettorale in cui i partiti prometteranno mari e monti – delle “misure di sostegno al reddito” variamente denominate, che in sostanza si traducono nel discorso: soldi dello Stato a chi non ha un lavoro. Sono misure presenti un po’ ovunque, in Europa, con modalità delle più varie. In Italia non si sono mai prese in considerazione per un fatto che è considerato tale dai 60 milioni di italiani: sarebbero una manna per i furbi, e di furbi l’Italia è zeppa.
    C’è poi quello che i tiggì chiamano “il nodo delle risorse”, chiudendo ogni servizio giornalistico in materia. Cioè: dove andiamo a pescare i soldi, atteso il fatto che ne servono molti? Ogni modalità di sostegno al reddito presenta importi di spesa diversi: si va dai 15 ai 60 miliardi di euro all’anno, a seconda della manica larga di chi le propone. Sono cifre iperboliche non tanto per il bilancio italiano, quanto per come questo è oggi impiegato. Lo Stato attualmente fa enorme fatica a trovarne 3 o 4, di miliardi impiegabili…
    Quindi, se adottate, costringeranno a una rivoluzione nella spesa pubblica.
    Ma anche questa potrebbe essere valutata: se si riuniscono in un’unica voce di spesa l’assistenza pubblica, le misure di sostegno al lavoro e alla disoccupazione, i celebri 80 euro “renziani” e altro ancora (compreso un discreto taglio di altre spese di discutibile rilevanza), i 15 miliardi potrebbero non essere un miraggio.
    Rimane il fatto principale: a chi darli e come, i soldi? Ci vuole un bel ragionamento che superi i “tanti a tutti” che prometteranno i politici prima del voto, e il possibile errore di dare denaro sia a chi non ne ha bisogno (es. gli evasori fiscali), sia a persone che così siano demotivate dal trovarsi un’occupazione vera. Un po’ di sussidio e po’ di lavoretti in “nero”… Ci siamo capiti.
    Siamo invece certi che non verrà presa in considerazione da alcuno l’ipotesi – la più sensata tra tutte: per questo scartata in partenza – di sussidiare la natalità. Se l’Italia è il Paese in cui si fanno meno figli al mondo, questo creerà problemi enormi nel prossimo futuro. Lo sappiamo perfettamente ma fingiamo di non saperlo. Dare un sostegno reale a chi decide di mettere al mondo bambini, è il migliore investimento che lo Stato può fare per gli italiani.
    Non servirà alcuna macchina burocratica da mettere in piedi: basterà decidere di abbattere le aliquote fiscali che si applicano sui redditi dei genitori. Dal terzo figlio, basta Irpef da pagare: i soldi serviranno tutti per far crescere la prole.
    Tanti i vantaggi, compreso quello di non aiutare chi evade le tasse (anzi, l’evasione rischia così di diventare meno interessante): non si demotiva la ricerca di un lavoro; non si “sostengono” eterni fuoricorso universitari; si cancella l’onta degli attuali, ridicoli assegni familiari; si ridà fiato ad un’economia, quella legata ai bimbi, in crisi irreversibile; si dà un futuro ad una società di vecchi che non avranno alcuno che li manterrà e accudirà.
    Non dovrebbero mancare poi misure – assai precise – di sostegno a chi perde un lavoro, e di supporto a chi versa in povertà assoluta. Ma, concludendo, queste ipotesi rimarranno nel libro. Dei sogni.

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