Vita consacrata, l’ora di evangelizzare

Vescovo Lucarelli

Sabato pomeriggio celebrazione in Cattedrale col vescovo.

Si vivono nell’ottica dell’Anno della fede i consueti appuntamenti ecclesiali che a livello di Chiesa universale, e a ricasco nelle singole realtà diocesane, sottolineano via via le varie tappe del cammino pastorale. La prossima ricorrenza – subito prima dell’appuntamento con la Giornata mondiale del malato, anch’essa alla luce di questo particolare Annus fidei – è quella che vede come protagonisti quanti, nel popolo di Dio, vivono la vocazione battesimale nella particolare forma della consacrazione di vita: suore, frati e “affini”. A loro è particolarmente dedicata la festività del 2 febbraio, giorno in cui il calendario liturgico ricorda, a quaranta giorni dalla Natività, la Presentazione di Gesù al tempio. Festa dall’indole mariana (un tempo era denominata “purificazione della Vergine”) e dunque dal forte richiamo “vocazionale” che ben riguarda le particolari scelte di vita dei consacrati, ma soprattutto festa profondamente cristologica (come la nuova denominazione della riforma liturgica molto opportunamente sottolinea): il Cristo viene celebrato come “luce per illuminare le genti” e nel suo essere presentato al tempio si ricorda quanto il “tempio” della vita, della realtà umana in cui egli si fa carne, debba aprire le porte al salvatore giunto nel mondo.

In questo spirito, come voluto quasi vent’anni fa dal beato Giovanni Paolo II, il 2 febbraio è dedicato in modo speciale alla vita consacrata: a coloro, cioè, che, professando i consigli evangelici, sono speciali portatori della luce di Cristo ai fratelli e segno richiamante quel dono totale di sé che ogni credente, con Gesù e con sua madre, è chiamato ad esercitare nella propria esistenza. “Testimoni e annunciatori della fede”, è la sottolineatura che hanno voluto fare i vescovi in occasione di questa 17esima edizione della Giornata. L’adesione a Cristo luce è quanto viene sottolineato nel messaggio indirizzato dalla competente commissione episcopale della Cei, in collegamento con l’Anno della fede. In Gesù, scrivono i vescovi, «ci riscopriamo amati da Dio, già consacrati a Lui mediante il battesimo, chiamati all’offerta di noi stessi nell’amore, sostenuti dalla grazia dello Spirito. In Lui ritroviamo ogni giorno il senso della nostra vocazione e la gioia di essere discepoli e testimoni. Ora, se la celebrazione della Presentazione di Gesù parla a tutti, essa parla in modo del tutto particolare a coloro che sono chiamati a una speciale consacrazione, nelle diverse forme ed espressioni, siano essi dediti principalmente alla contemplazione o all’apostolato, alla vita comunitaria o eremitica, siano essi appartenenti a Ordini o Istituti religiosi, Istituti secolari o Società di vita apostolica, a comunità antiche o nuove».

A tutti costoro l’invito forte a rendersi protagonisti di quella nuova evangelizzazione su cui si è intrattenuto il recente Sinodo dei vescovi, il cui Messaggio finale, ricordato nel testo della commissione episcopale, interpreta la testimonianza dei consacrati «in rapporto al senso profondo della vita, ponendola in relazione, con felice intuizione, con la testimonianza della famiglia, come a dire: mentre la famiglia è custode della sacralità della vita nella sua origine, la vita consacrata, in quanto chiamata alla conformazione a Cristo, è custode del senso ultimo, pieno e radicale della vita». Un impegno che interpella tutte le varie forme di consacrazione ricordate nel testo sopra citato: chi vive in convento e in monastero, ma anche altre particolari espressioni in cui, in forma individuale o comunitaria, si sceglie la sequela piena dei consigli evangelici.

Nella piccola realtà che è quella della diocesi reatina, esperienze e presenze non abbondano certo come in situazioni più grandi e variegate, ma anche qui i semi di testimonianza dei consacrati fanno la loro piccola ma significativa parte. Di tali presenze torneremo a parlare su questa pagina domenica prossima, all’indomani della Giornata del 2 febbraio che, come di consueto, avrà il suo momento anche a Rieti: su iniziativa delle segreterie diocesane di Cism e Usmi (gli organismi di collegamento tra le comunità religiose rispettivamente maschili e femminili), ritrovo per tutti i consacrati presenti in diocesi, attorno al vescovo. Monsignor Lucarelli, che in tale giorno festeggia anche il 16° anniversario dell’inizio del proprio ministero episcopale nella Chiesa reatina, presiederà la celebrazione eucaristica in Cattedrale alle ore 18 di sabato 2, stavolta però senza “Candelora”: essendo ai primi vespri della domenica, si dovrà cedere il passo alla liturgia domenicale; al termine della Messa, un particolare momento di ringraziamento e rinnovo dei propri impegni di consacrazione per i religiosi e religiose presenti.

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