Mostre

Robe da matti, buona (l’ante)prima

Anteprima per la stampa, ieri mattina a Palazzo Potenziani, per Robe da matti, la mostra di opere e disegni realizzati dagli internati dell’Ospedale Psichiatrico di Rieti tra gli anni ’60 e ’80

Anteprima per la stampa, ieri mattina a Palazzo Potenziani, per Robe da matti, la mostra di opere e disegni realizzati dagli internati dell’Ospedale Psichiatrico di Rieti tra gli anni ’60 e ’80. L’esposizione, voluta dalla Fondazione Varrone a 40 anni dalla morte di Franco Basaglia e a 20 anni dall’effettiva chiusura del vecchio “San Francesco”, è stata curata da Manlio Paolocci, a lungo psichiatra nello stesso ospedale, che ha guidato la visita con i giornalisti. Tra i più colpiti dalle opere in mostra lo stesso presidente della Fondazione Antonio D’Onofrio: “Si tratta di opere di una potenza incredibile. Ogni quadro ha dentro una follia, ma una follia creativa. Per non dire della sofferenza che traspare per condizioni di vita durissime”. In esposizione c’è infatti anche l’apparecchiatura utilizzata per praticare l’elettro shock ai pazienti, le fasce di “contenimento” con cui venivano immobilizzati, i farmaci che venivano loro somministrati e gli “stantuffi” che chiudevano i cancelli dei reparti in cui erano confinati. Dure anche le immagini del documentario, realizzato nel 1978 da Tito Cheli per la Rai e gentilmente concesse alla Fondazione, in cui si vedono giardini, padiglioni e spazi comuni con gli uomini e le donne che li vivevano, senza prospettive di guarigione. “Abbiamo fortunatamente superato percorsi di confinamento dei malati, consapevoli che le diversità sono ricchezze– ha detto il direttore generale della Asl Marinella D’Innocenzo – Non c’è salute senza salute mentale”. E se oggi le cure fanno i conti con il confinamento imposto dal lockdown “da parte nostra lo sforzo è stato massimo perché nessuna cura venisse interrotta e nessuna famiglia venisse lasciata sola”.
La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 3 ottobre, dalle 17 alle 19 tutti i giorni fino a domenica 11 ottobre. Poi ancora fino al primo novembre, nei week end, sempre dalle 17 alle 19. Visite in orario diverso per scolaresche o gruppi organizzati possono essere concordate scrivendo a eventi@fondazionevarrone.it. L’ingresso è libero ma contingentato, nel rigoroso rispetto delle normative anti-Covid.

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