Rieti: quanto siamo poveri?

Sarà presentato mercoledì 28 maggio alle 17 presso l’Auditorium Varrone l’Osservatorio delle povertà e delle risorse edito ogni due anni dalla Caritas diocesana.

32 pagine dense di testimonianze, dati, statistiche. Sono quelle dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse edito ogni due anni dalla Caritas diocesana: una particolare mappa del disagio economico e sociale, utile a pubblico e “addetti ai lavori” per la condizione di salute della città di Rieti e del suo comprensorio.

«La lettura dei grafici e delle spiegazioni ci mostra una società sofferente, in cui le povertà sono veramente tante e le risorse sempre di meno» spiega il vescovo Delio Lucarelli nella prefazione, aggiungendo che lo sforzo editoriale della Caritas non dev’essere accolto come «un brutto libro da mettere nel dimenticatoio», ma come «uno sperone che non ci fa stare fermi, una spina nel fianco che ci ricorda ogni attimo che dobbiamo fare qualcosa».

«Immergersi nella lettura di queste poche righe significa non perdere il contatto con la realtà e comprendere in pieno che dietro le cifre di un rapporto statistico si celano individui in carne ed ossa, famiglie, esistenze vere» si legge poi nell’introduzione che precede la parte statistica vera e propria. Una sezione in cui la Caritas ha voluto includere alcune testimonianze dirette raccolte dalla «piccola marea umana che si accalca quotidianamente nella sala d’aspetto».

Storie di italiani e stranieri dalle quali non solo emerge un vissuto doloroso, ma anche tanta umanità. «Vengo alla Caritas di tanto in tanto, a seconda dei problemi che mi si presentano» si legge in uno di questi racconti. «Vivo con una compagna e faccio lavori saltuari. Sto in una casa popolare. La mia compagna ha grossi problemi psichici e ora percepisce una piccola pensione. Soffre anche di manie di persecuzione. Non ho più i genitori ed ho rapporti con una sola sorella. Ho la fede che è la base della mia vita. Non credo che agli Italiani debba essere riservato un occhio di riguardo rispetto agli immigrati perché anche noi siamo un popolo di emigranti».

«L’anno dedicato alla “Famiglia” – ricorda nella presentazione del libro il direttore della Caritas don Benedetto Falcettispinge la nostra Chiesa locale e la Caritas a farsi partecipi delle problematiche e delle trasformazioni che la famiglia subisce e l’urgenza di sostenere chi vive situazioni difficili da tutti i punti di vista sia economico, umano, relazionale e di fede».

Uno sforzo, ricorda il vescovo, che non va fatto «non solo per loro: i poveri, i diseredati, i dimenticati, ma anche per Lui, il Cristo, crocifisso e risorto che ci invita a scegliere, ad osare, a scommettere sul bene, sull’accoglienza. Sull’amore!»

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