Religiosi in Giubileo: il grande mosaico delle vite dedicate a Gesù

L’Anno della Misericordia indetto da Papa Francesco pare chiamare ad un rinnovamento anche la vita consacrata, affinché continui a uscire dai propri ‘nidi’, abbandoni l’autoreferenzialità e cammini verso le periferie esistenziali e verso le avanguardie della missione ai vicini e ai lontani.

Si terrà il 2 febbraio in Cattedrale il Giubileo con i religiosi della diocesi di Rieti. Un evento che coincide con la celebrazione della XX Giornata mondiale della Vita Consacrata, che a sua volta conclude l’Anno rivolto alla Vita Consacrata.

È stato un periodo centrato a conoscere meglio il grande mosaico delle vite dedicate a Gesù, a vivere la comunione riscoprendo l’unica chiamata nella diversità delle forme e approfondendo alcuni aspetti specifici della propria vocazione.

Una esperienza che in qualche modo viene rilanciata dal Giubileo straordinario, che per i religiosi e le religiose parrebbe risuonare come un invito ad a uscire dai propri ‘nidi’, ad abbandonare l’autoreferenzialità e muovere verso le periferie esistenziali, le “avanguardie della missione” ai vicini e ai lontani.

I religiosi, coloro che vivono Cristo come ragione qualificane della propria vita, sembrano infatti chiamati in modo particolare a parlare di misericordia e a viverla nei fatti.

La celebrazione in Cattedrale, presieduta dal vescovo Pompili, sarà preceduta dal rito della benedizione delle candele e dalla processione della “Candelora” con l’ingresso dalla Porta Santa.

I religiosi rinnoveranno i voti al momento dell’offertorio e la partecipazione dei fedeli che darà più intensità all’evento, anche rafforzando il senso della relazione con la propria comunità.

Le candele, del resto, alludono alla luce del Risorto, sono un invito ad essere luce sul cammino di chi ci è vicino.

Ciascuno a suo modo, da battezzati e da consacrati.

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