Comune di Rieti

Memoria dei caduti nei borbardamenti: un momento che non perde significato

Uno squillo di tromba prima della lettura dei nomi dei caduti, poi la deposizione della corona, portata da due agenti della Polizia Municipale. Ha avuto inizio così la commemorazione del bombardamento del Borgo

Uno squillo di tromba prima della lettura dei nomi dei caduti, poi la deposizione della corona, portata da due agenti della Polizia Municipale. Ha avuto inizio così la commemorazione del bombardamento del Borgo, di fronte al monumento realizzato dallo scultore reatino Dino Morsani.Ha avuto inizio così la commemorazione del bombardamento del Borgo

Durante la celebrazione civile, preceduta dalla Messa presieduta dal vescovo Domenico nella chiesa di San Michele Arcangelo, è stato il sindaco Antonio Cicchetti a ricordare il significato della commemorazione, che «non è un rito che perde di significato», ma anno dopo anno serve a «instillare la coscienza che si debba evitare in ogni caso la guerra». Soprattutto da quando essa ha perso ogni malinteso fascino cavalleresco, cedendo il passo alle armi di distruzione di massa e all’eccidio dei civili.

«La pandemia ci riporta al fatto che quello che capita in un Paese, anche lontano, arriva velocemente nella nostra vita», ha aggiunto l’assessore regionale Claudio Di Berardino. «Salute, economia, guerre e conflitti: è il mondo della globalizzazione, che non possiamo fermare, ma dobbiamo governare per indirizzare un sviluppo più sostenibile e tutelare la salute».

Il sindaco e l’assessore regionale hanno sottolineato come trasferire i valori delle libertà, della democrazia e della partecipazione non sia automatico, ma richieda l’esercizio della memoria degli eventi che li hanno generati. E in un tempo in cui la pandemia toglie il lavoro e le sicurezze, la lotta alle disuguaglianze va sempre ripresa e tenuta viva.

Della presenza della popolazione e delle autorità e anche del rispetto per le misure necessarie a prevenire i contagi da Covid-19 mantenute durante tutta la cerimonia, ha ringraziato il parroco di San Michele Arcangelo, mons Benedetto Falcetti, che ogni anno promuove l’iniziativa.

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