La Fondazione salva il Conservatorio

La sezione reatina del Conservatorio di Santa Cecilia funzionante al Parco della Musica di Villa Battistini, a Collebaccaro di Contigliano, per ora è salva. Il cda della Fondazione Varrone, presieduto dal notaio Giovanni Valentini, dopo un ampio esame e una approfondita discussione, ha concluso di accordare i 150 mila euro necessari al completamento dei corsi, consentendo ai numerosi studenti che li frequentano, di terminare l’anno accademico 2014–2015.

Il consiglio della fondazione bancaria ha dimostrato saggezza e disponibilità, giusta interpretazione dei valori scritti nel proprio statuto, che non sono andati perduti di vista, né dispersi, ma sostenuti ed esaltati come linea di condotta seria e responsabile. Forse per la prima volta, la fondazione “madre” della Cariri è stata avvertita come propria dall’intera opinione pubblica e questo è il fatto democraticamente più rilevante della vicenda.

A sbloccare la situazione è stata la novità della proposta della cosiddetta “economia della conoscenza” avanzata dagli enti interessati al mantenimento in vita del Conservatorio, consistente nel voler radunare all’interno del Parco della Musica progetti plurimi e diversificati quali il Museo dei cimeli, eredità del baritono Mattia Battistini, l’Officina dell’arte e dei mestieri del Comune di Contigliano sostenuta dalla Regione Lazio, nonché un pacchetto di corsi musicali periodizzati di largo richiamo.

La comparazione fra l’attuale situazione con quella ipotizzata attraverso la nascita del Polo della conoscenza, che dovrà maturare entro l’estate, ha fatto compiere al caso Conservatorio quello che la stampa quotidiana ha chiamato un salto di qualità. Si ritiene che tale progetto, riassunto nell’allargamento delle attività espletate dal Consorzio della Sabina Universitas, abbia consentito al cda della Fondazione Varrone di motivare lo sblocco dei fondi e dare il necessario ossigeno agli asfittici polmoni del Conservatorio.

Finalmente tutti insieme, i rappresentanti istituzionali hanno preso conoscenza di una realtà ricca di qualità e di importanza che si muove tra Conservatorio e Polo universitario, Fondazione Sabina Universitas, Fondazione Flavio Vespasiano (titolare del “Reate Festival”) e Liceo musicale. Tali realtà rappresentano tutte insieme un capitale culturale e promozionale, messo insieme pezzo per pezzo e con grandissimi sacrifici e che ora la riforma del Titolo V della Costituzione, con la soppressione delle Province, mette in forse.

Se non si farà presto a ricercare nuove fonti finanziarie, la legge applicativa Del Rio non solo farà mancare i necessari contributi finanziari, ma renderà l’istruzione superiore della città povera di risorse culturali, di contenuti e di valori, destinando Rieti a rientrare tra quelle comunità civiche con contenuti spirituali ed intellettuali poveri. Per consentire un ancoraggio di legittimità ai futuri finanziamenti pubblici, il consigliere provinciale Enzo Antonacci ha presentato una proposta di legge regionale concernente il riordino delle funzioni provinciali.

[download id=”621″]

Rispondi