Sindacati

La Cisl presenta il rapporto annuale sulle migrazioni

La Sala consiliare di Palazzo di Città a Rieti è stata scelta dalla Cisl Roma Capitale e Rieti per presentare il 14° Rapporto sulle migrazioni, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, dall'Istituto di studi politici San Pio V e da Anolf Cisl

La Sala consiliare di Palazzo di Città a Rieti è stata scelta dalla Cisl Roma Capitale e Rieti per presentare il 14° Rapporto sulle migrazioni, curato dal Centro Studi e Ricerche IDOS, dall’Istituto di studi politici San Pio V e da Anolf Cisl.

Un rapporto che, subito, ha posto in luce il fatto che il Lazio sia tra i principali territori regionali che registra una massiccia presenza di immigrati residenti: e ciò grazie a tutte le cinque province. Con l’aggiunta che il dato è valido sia per i nuovi arrivati che per quante/i da tempo risiedono in territorio laziale.

Paolo Bianchetti, coordinatore d’area della Cisl Roma Capitale e Rieti, ha aperto i lavori, ribadendo l’attenzione costante  e continuativa che l’organizzazione rende ai non indifferenti problemi degli immigrati residenti a Rieti. Attenzione insita, peraltro, nel dna Cisl, tipico del servizio alla persona che contraddistingue un moderno sindacato sul territorio.

Così, è spettato a Ginevra Demaio di IDOS e curatrice del rapporto, condividere con i numerosi presenti i dati più importanti dello stesso. Un rapporto che ci dice come la provincia di Rieti sia stata il fanalino di coda nel Lazio per presenza straniera nel 2018: appena il 2,00% degli immigrati della regione e con prevalenza di donne (oltre il 51%). Un dato, però, non del tutto negativo, ha sottolineato la Demaio, in quanto Rieti conta poco più di 156.000 abitanti e, quindi, la presenza straniera si attesta sull’8,7%, tra le più alte. Per ciò che concernono le diverse etnìe, prevalgono i romeni, seguiti da albanesi, macedoni, ucraini, filippini, polacchi, nigeriani, moldavi, marocchini e indiani, mentre, dopo Rieti, i comuni con la maggior presenza sono Fara Sabina, Poggio Mirteto, Forano/Stimigliano, Scandriglia e Contigliano.

Al rapporto hanno fatto seguito alcuni interventi di rilievo. Anzitutto quelli dei rappresentanti della diocesi di Rieti. E se don Valerio Shango, alla guida dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, si è soffermato sull’azione quotidiana della Chiesa locale per favorire anche occasioni di impiego per una presenza degli immigrati la più integrata possibile nel tessuto produttivo, don Fabrizio Borrello, direttore della Caritas diocesana, ha rammentato le diverse esigenze umanitarie che, specie dopo il sisma del 2016, si sono ampliate notevolmente. Un aiuto, tuttavia, non fine a se stesso ma teso a facilitare autentica integrazione nel segno di una accoglienza a tutto tondo, interpretata e attuata secondo lo stile tipico della dottrina sociale più recente.

Tra gli enti presenti, di assoluto rilievo il contributo di Anolf Cisl, nata come “strumento” di confederalità evoluta e attento alle molteplici esigenze rivenienti dal mondo delle migrazioni. Maria Platek, presidente provinciale Anolf Cisl, ha relazionato sulle molteplici attività che nella sede provinciale di via Raccuini si svolgono quotidianamente per il disbrigo delle diverse pratiche, tese a favorire una presenza dei migranti sul territorio inserita pienamente in un contesto di legalità e trasparenza.

Ewa Blasik, presidente regionale Anolf Cisl, ha ampliato il panorama di interventi che abbracciano le cinque province laziali, configurando il servizio reso ai tanti migranti come una vera e propria attività di sussidiarietà, finalizzata anche a supplire carenze dei servizi statali.

Infine, l’accorato intervento di saluto del sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, alle prese con i recenti fatti accaduti in città e che hanno visto coinvolti alcuni migranti. Fatti deprecabili che non rendono, tuttavia, giustizia ai tanti migranti che Rieti ospita: «Accoglienza sì – ha ricordato Cicchetti – ma in un contesto di assoluta legalità e, soprattutto, di convivenza pacifica e rispettosa di chi accoglie. Noi non possiamo certo accettare situazioni di illegalità o di violenza, poichè Rieti da sempre è città modello di integrazione».

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