Il vescovo: «La pace del cuore contro i cuori induriti»

«Noi viviamo un momento non facile, drammatico. Della nostra realtà di credenti e della nostra realtà di uomini e donne che vivono i loro giorni di storia, la loro vita in questo tempo ingrato che rifiuta qualsiasi messaggio di vicinanza e solidarietà. Qualsiasi messaggio che fa sentire che il Signore continua ad accompagnarci».

Ha guardato ai drammi del mondo il vescovo Delio durante la celebrazione della Domenica delle Palme: «Tanti fatti, tanti morti, tante realtà scaturiscono da cuori induriti. Noi ci facciamo vicini a quanti in questo momento vivono il dramma della Passione del Signore sulla propria pelle, nella loro vita quotidiana: tanta gente massacrata, tanta gente decapitata, tanta gente precipitata in forza di una pazzia».

La preghiera del presule è riposta nella speranza che il Signore voglia «raccogliere la nostra disponibilità a costruire fatti di bene, fatti che in qualche modo mettono in sicurezza, che si mettono a sostegno di delle opere di bene per le quali il Signore è morto».

La speranza è nel «ramoscello d’ulivo che abbiamo preso all’inizio della celebrazione»: «sia un simbolo di pace interiore, del cuore, ma una pace anche degli uomini e delle donne del mondo intero. Nelle vostre case il simbolo della gente che costruisce la pace. È l’augurio che possiamo farci gli uni agli altri in questa ricorrenza della Domenica delle Palme».


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