Famiglia, mons. Chiarinelli: “chiesa domestica” e questione antropologica

La sezione locale dei Cavalieri del santo Sepolcro, guidata da Anna Maria Munzi Iacoboni, ha promosso, presso la sala Massimo Rinaldi di palazzo San Rufo, un incontro per gli associati aperto anche ad altre realtà, sulla famiglia, in questo anno che la diocesi ha dedicato alla “chiesa domestica”.

A guidare l’incontro Mons. Lorenzo Chiarinelli, che ha compiuto una riflessione pacata e documentata sulle attuali sfide al consorzio familiare e alla coppia come realtà che non è la somma di due individualità, ma una “cosa” nuova.

Il Vescovo emerito di Viterbo ha preso le mosse dal questionario della Santa Sede per il Sinodo del prossimo autunno e ha compiuto un’analisi al tempo stesso teologica, antropologica, culturale, morale.

Con il supporto della Gaudium et Spes e citando l’art. 29 della Costituzione Italiana, il presule ha sottolineato le basi su cui poggia l’impianto dell’ istituzione familiare, che non sono, evidentemente, religiose, comunque non solo, ma sono parte del deposito sociale e culturale, che è patrimonio della nostra società.

Mons. Chiarinelli ha notato che se vengono a mancare queste basi di ordine antropologico-culturale risulta molto difficile anche impostare un discorso teologico e sacramentale sulla realtà familiare.

L’incontro si è concluso con l’impegno di tornare sugli argomenti oggetto della riflessione per ulteriori approfondimenti, in preparazione al Sinodo e anche in attesa che il Sinodo stesso dia indicazioni alla Chiesa.

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