Eucaristia tra la vita della gente

Se l’eucaristia è quel “pane di vita” che deve dare “forma” all’esistenza cristiana, non può non calarsi anche nel tessuto sociale nel quale i cristiani che il mistero eucaristico sono quotidianamente immersi.

Questa attenzione agli ambiti del vissuto umano, declinata nelle varie iniziative congressuali, è stata particolarmente marcata nei momenti vissuti nelle ultime due settimane del Congresso eucaristico, con la sottolineatura emersa in modo forte attraverso la coincidenza del caso Schneider, venuto a cadere proprio nei giorni in cui il programma rifletteva sul tema del lavoro.

Dalla tavola eucaristica al tavolo di concertazione.

Il giusto la alla riflessione sulle prospettive per il discorso occupazione e sviluppo l’aveva dato, alla tavola rotonda tenutasi al Nucleo industriale l’ospite invitato, l’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Dagli alluvionati e i poveri delle favelas di Rio de Janeiro agli operai dell’Ilva, il percorso di pastore di monsignor Santoro è stato segnato dalla vicinanza. Quella vicinanza che ha voluto lasciare come consiglio anche ai reatini: ai membri della comunità cristiana come a tutti coloro che, nella società civile, non vogliono essere estranei alle ansie della gente del territorio, cominciando dai drammi dei lavoratori. La sua esperienza di vescovo fattosi prossimo al problema di una realtà che ha costretto a mettere in conflitto il diritto alla salute col diritto al lavoro è stata una testimonianza significativa per i presenti alla sala convegni dell’Asi, cui si ha consegnato dei suggerimenti: assieme alla necessaria solidarietà verso le persone, attirare l’attenzione sulla crisi facendola uscire dall’ambito locale e rendendola una questione nazionale. E poi la ricerca di una concertazione tra gli attori in gioco: le forze politiche, produttive e sindacali. «E se la Chiesa può favorire questa concertazione, è una cosa ottima», ha detto l’arcivescovo di Taranto. A stimolare la discussione fra rappresentanti delle istituzioni, sindacalisti e autorità intervenute è stata proprio la Chiesa locale. Ed è stato bello che, in relazione alla riflessione sull’eucaristia come “tavola” di condivisione di quello che per i credenti è il rinnovo del sacrificio supremo d’amore, sia emersa, a tale incontro, la proposta di un “tavolo” comune fra tutti i soggetti coinvolti per favorire la ricerca di soluzioni e percorsi efficaci, valorizzando quelle risorse che – aveva concluso il responsabile della pastorale sociale don Shango – non mancano al nostro territorio per garantire il futuro delle giovani generazioni.

Attorno al Duomo un messaggio di speranza.

Pochi giorni dopo, è stato nuovamente su iniziativa della Diocesi (assieme alle istituzioni e al mondo sindacale) che tantissimi reatini hanno sfilato dalla stazione ferroviaria alla cattedrale per una breve ma intensa marcia di meditazione e solidarietà con i lavoratori della Schneider. La fiaccolata si sarebbe dovuta svolgere la domenica precedente al Nucleo industriale dopo la tavola rotonda, ma lo stesso don Valerio aveva proposto di rinviarla per dare alla città intera la possibilità di esprimere un segno di vicinanza alle maestranze colpite dal duro provvedimento. Così, con vescovo, sindaco, presidente della Provincia, politici, sindacati, associazioni, c’erano in prima fila loro, i lavoratori messi in mobilità, ad aprire la fiaccolata che ha alternato momenti di preghiera con slogan invocanti il lavoro e la voglia di lottare. In un centro cittadino quasi irreale, luci spente e negozi chiusi, la città si è mostrata unita nell’esprimere indignazione e desiderio di riscatto. La conclusione sotto le volte di S. Maria, attorno a quell’edificio attorno al quale da secoli la comunità reatina «ha trovato motivo di coagularsi, sostenersi e programmare il futuro», ha detto monsignor Lucarelli nel suo indirizzo di saluto. Con la certezza, ha continuato il vescovo, che tale momento di prova «diventerà un momento che si trasforma in speranza», poiché occorre «trovare la forza e il modo di riprendere un cammino, con la collaborazione di tutti». [qui inserire foto fiaccolata con l’indicazione fotoflash]

L’eucaristia nella “polis”.

Sin dall’inizio i cristiani hanno abitato le città con l’eucaristia, ha esordito la teologa Marinella Perrone introducendo l’altro dibattito che ha voluto declinare il tema eucaristico in relazione al vissuto sociale: quello relativo all’ambito della cittadinanza che si è svolto domenica scorsa al teatro comunale. Eucaristie un po’ “straniere” alla vita delle nostre città, quelle che oggi si celebrano? Questa la provocazione lanciata alle due ospiti (la vice presidente della Camera Rosy Bindi e la giornalista di “trincea” in campo internazionale Nicoletta Dentico). Ne parleremo meglio su questa pagina – assieme alla cronaca della settimana conclusiva del Congresso – domenica prossima.

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