Quelli che… aspettano un figlio. Ambra Angiolini va a curiosare fra le “Coppie in attesa”

“La gravidanza, le emozioni che precedono e seguono il parto, la nascita di un figlio, l’esperienza di diventare genitori”. Ecco i contenuti dichiarati della seconda edizione di “Coppie in attesa” (Rai2, martedì ore 21.05) il format affidato alla conduzione di Ambra Angiolini. Conduttrice televisiva e attrice, Angiolini guida gli spettatori in un viaggio “nell’attesa – recita il promo del programma sul sito dedicato – e nel compimento del più grande dono d’amore di nove famiglie italiane: un viaggio nei momenti più emozionanti, più difficili e più intensi della loro vita”. La seconda stagione del programma ha scelto di raccontare, oltre a quella naturale, anche la genitorialità adottiva, seguendo la copia nel desiderio e nell’attesa di avere un figlio, che invece che attraverso il parto arriva con il primo incontro e il primo abbraccio.

La composizione delle coppie è varia. Fra i protagonisti ci sono Roberto, calciatore della Reggiana, e la compagna Elisa, studentessa a Cagliari, separati dalla distanza; i blogger sempre in viaggio Valentina e Andrea, che hanno già cinque figli nati dalle precedenti relazioni; Alessandro e Valeria, ispirati dai principi della vita “bio”, che vorrebbero far nascere il loro bambino in una casa-maternità; l’italiano Guido e l’ucraina Oxana, coppia mista condizionata dalla “ingombrante” presenza delle rispettive madri; Stefano e Chiara, che diventeranno genitori grazie a una terapia ormonale; Loreto, malato di sclerosi multipla, e Debora; Elisa e Roberto, che vorrebbero far nascere la figlia in acqua e portarla subito in vacanza in barca; Riccardo e Margherita, in attesa di due gemelli e nel dubbio di dare al maschietto il nome del nonno.

Con questa proposta, la frontiera del reality-show si allarga a uno dei passaggi più intimi e delicati di una coppia, la preparazione all’arrivo di un figlio. Il che, se da un lato ispira inevitabilmente tenerezza ed empatia negli spettatori, dall’altro è pur sempre un’intrusione – per quanto accettata o voluta dai protagonisti – nella vita sentimental-affettiva delle coppie che accettano di farsi riprendere dalle telecamere e di condividere con il pubblico le loro emozioni più personali. La struttura narrativa del programma mescola l’approccio documentaristico tipico della “tv della realtà” con le modalità espressive che caratterizzano la fiction.

Nella scorsa stagione televisiva la prima edizione non ottenne il successo sperato, facendo registrare ascolti piuttosto bassi. Per questo, gli autori hanno deciso di affidarsi a una consolidata protagonista del panorama televisivo come Ambra, nel tentativo di riguadagnare il favore degli spettatori. Dal canto suo, la ex soubrette torna in televisione dopo alcune fortunate stagioni teatrali e dopo essere stata testimonial della campagna #FacciamociRiconoscere sulla Sindrome di Williams, una malattia genetica rara che colpisce un neonato su 10mila. È la sua presenza a dare sprint e ritmo al percorso delle telecamere nella vita delle coppie sotto osservazione, in un programma in cui il “lieto fine” – il momento della nascita e dei primi giorni di vita – è annunciato e scontato fin dall’inizio. Non c’è un eccessivo scavo psicologico nella vita dei personaggi e prevalgono i momenti in cui i protagonisti non si comportano in maniera propriamente naturale ma agiscono interpretando se stessi come se agissero all’interno di un classico teleromanzo. Ne esce una rappresentazione della genitorialità fin troppo difficoltosa e complicata rispetto alla bellezza di diventare padre e madre.

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