Piedicolle

Da Piedicole a Bolsena: i bambini della prima comunione sulle orme di santa Cristina alla scoperta del miracolo eucaristico

Soddisfatti i catechisti, che hanno visto il sorriso sui volti dei ragazzi loro affidati, che hanno avuto occasione di trascorrere una giornata serena e spensierata con i propri genitori, nella totale assenza della frenetica routine

«Maestro: vogliamo che tu faccia ciò che ti chiederemo». Quante volte lo si chiede a Dio. Il desiderio umano di essere il primo in tutto e su tutti. Purtroppo, però, nella vita, ci sono molti ma: come il fatto che il discorso cristiano sia all’opposto. Il Signore chiama perché ci si metta a servizio con gli altri.

Questa la riflessione sul Vangelo di oggi rivolta ai ragazzi che si preparano e ai bambini della prima Comunione del Centro Pastorale Diocesano di Piedicolle, che non si sono fatti desiderare nel partecipare al pellegrinaggio organizzato dai loro catechisti, in concertazione, ovviamente con il responsabile della struttura polifunzionale di Piedicolle, don Piotr Janik.

Sebbene la levataccia, gli animi dei genitori e dei ragazzi si sono presto riempiti di quella gioia evangelica, che è condivisione, per incamminarsi alla scoperta del Miracolo eucaristico di Bolsena, sulle orme della tredicenne martire Cristina, all’ombra dell’abbraccio di Santa Maria, Madre del Cammino.

Un itinerario, certamente, denso di interesse, che ha saputo spaziare dalla visita alle catacombe, alla scoperta della Basilica di Santa Cristina, nonché alla visione del divino prodigio, che di certo, non ha mancato di suscitare stupore. Dopo un pranzo sulle rive del lago vulcanico di Bolsena, nel tragitto di ritorno, non si ha esitato nel fermarsi dalla visita al Sacro Bosco di Bomarzo, dove è stato possibile ammirare la meraviglia del Creato e del dono dell’arte e della scultura.

Se si chiedesse ai ragazzi cosa di più abbiano compreso, è sicuramente l’essere scrigno di una gioia orante in tutti gli spigolosi angoli della società, ognuno con le proprie capacità ed i propri doni, mettendosi a servizio del prossimo, non per una qualsivoglia ricompensa, ma per il solo bisogno di essere portatori di ottimismo dilagante. Soddisfatti anche i catechisti, che hanno visto il sorriso sui volti dei ragazzi loro affidati, i quali hanno avuto occasione di trascorrere una giornata serena e spensierata con i propri genitori, nella totale assenza della frenetica routine.

Rispondi