Europa

Conte-Merkel, prove d’intesa ma distanze sulle condizioni

La cancelliera: da Italia disciplina straordinaria su pandemia, ma per l’accordo servirà altro vertice Ue. Poi la battuta su Aspi: «Curiosa di vedere come finirà». Il premier insiste: troppi vincoli

Il sorriso a tutto tondo di Giuseppe Conte è di quelli sfoggiati quando mette a segno il risultato. E di certo alla conferenza stampa che chiude il suo mini-tour in vista del Consiglio Europeo di venerdì, ottiene la solidarietà della cancelliera tedesca Angela Merkel, con la quale concorda la necessità di un intervento tempestivo dei 27 Paesi Ue.

Ma il presidente del Consiglio ostenta una sintonia che incontra qualche ostacolo non di poco conto. Sulle condizioni del Recovery fund le posizioni di Italia e Germania non si incontrano. Così tra lusinghe, complimenti e sorrisi, nel castello di Meseberg, sede di rappresentanza a nord di Berlino, Merkel elogia il nostro Paese, primo in Europa a precipitare nel dramma della pandemia. «L’Italia ha fatto grandi sacrifici», per una crisi scoppiata «senza che nessuno ne avesse colpa» e perciò, ragiona la cancelliera, occorre «superarne le conseguenze in maniera solidale».

E soprattutto con un intervento economico «poderoso», che non può essere ridimensionato rispetto a quanto prospettato finora. Ci vorrà forse più di un incontro, e dunque venerdì e sabato l’intesa potrebbe anche non essere raggiunta. Ma «si troverà un accordo», rassicura la cancelliera, da pochi giorni presidente di turno Ue. Il clima è collaborativo e Merkel sottolinea la «straordinaria disciplina » con cui l’Italia ha affrontato l’emergenza Covid.

«Abbiamo visto le persone cantare sui balconi, che si incoraggiavano fra loro. E le consultazioni avvengono adesso a Bruxelles in un clima di forte amicizia e di vicinanza». Il feeling appare innegabile e Conte ringrazia, con la certezza di essere pronto per l’appuntamento del 17, a cui il nostro Paese arriva con i compiti già avviati, come dimostra il dl Semplificazioni. «Abbiamo un compito complesso, quello di approvare sia il quadro pluriennale sia varare il Recovery fund e il cosiddetto Next generation Ue – incalza Merkel –. Entrambi appoggiamo queste intenzioni e questo progetto. Per quel che riguarda le proposte di Charles Michel, ognuno ha i propri interessi » ma «siamo d’accordo sulla struttura di base». Ecco il punto. Le condizionalità e la mediazione di Michel. Merkel si dice convinta della soluzione di affidare la governanceagli Stati membri. «L’Europa deve offrire soluzioni» ai propri cittadini, «non illusioni e paure», quelle lasciamole ai movimenti nazionalisti, replica Conte. «L’Italia è per criteri di spesa chiari e trasparenti, non stiamo chiedendo fondi da utilizzare in modo arbitrario». Inserire condizionalità, dunque, «sarebbe una follia» e «ostacolerebbe la ripresa».

Charles Michel ha fatto una proposta che prevede che «i Paesi trattino con la Commissione su come i fondi vengono spesi, e alla fine il Consiglio deve decidere con maggioranza qualificata. Mi sembra una buona soluzione che io potrei sostenere», insiste invece Merkel. Ma anche Conte punta i piedi: «In un quadro di solidarietà comune europea non stiamo chiedendo fondi da utilizzare in modo arbitrario, sicuramente discrezionale, sì. Ma arbitrario no. Sono cose diverse», insiste il premier che teme un peso eccessivo dei Paesi “frugali” sulle scelte che riguardano l’Italia. «Vogliamo un piano di rilancio, che abbia l’approvazione delle istituzioni europee» e l’Italia assicura «un costante monitoraggio.

E allora, insiste il premier, «sono favorevole al fatto che sia coinvolto il Consiglio. Ritengo però che la fase attuativa non sia di sua competenza». Sdrammatizza la cancelliera: «Conte ha dimostrato di essere proattivo con la sua agenda di riforme» e anche la Germania farà la sua parte. Il premier italiano ha già idee «su come uscire da questa situazione. Anche noi vedremo quali sono le nostre debolezze e come dovremo investire i soldi» europei, continua. Insomma, «saremo in 27 attorno a un tavolo con un impegno verso l’Europa e con un impegno nei confronti dei nostri Paesi. L’arte consiste nel gettare dei ponti. È una responsabilità di cui siamo tutti consapevoli. Il risultato deve essere rispondere alle aspettative che abbiamo. Ognuno ha la sua posizione negoziale. Appoggeremo Charles Michel. Per quel che riguarda la posizione italiana, non vedo possibilità che metta a rischio il progetto», assicura Merkel, che salutando Conte scherza: «Sono curiosa di sapere come finirà» il Cdm su Aspi.

da avvenire.it

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