Bambini al nido, ma a casa di Noemi

A volte capita di cogliere nelle pieghe della città piccoli segnali di creatività e rinnovamento. Anche dove non te l’aspetti.

«A Roma di situazioni così ce ne sono tantissime, non so nel resto del Lazio, ma nelle grandi città si organizzano addirittura su base condominiale». Stiamo parlando dei nido-famiglia. A raccontarci questo genere di esperienza, possibile con un po’ di creatività, e forse anche recuperando abitudini di anni passati, di conciliare le necessità della famiglia con una possibilità di lavoro non priva di un risvolto sociale, è Noemi Fagiolo.

«Il nido famiglia nasce dall’esigenza di conciliare il lavoro e la vita familiare. Abbiamo pensato – io con mia madre – di buttarci in questa avventura per dare un’opportunità alle mamme, che hanno esigenze diverse, di portarci i loro bambini per una giornata, mezza giornata, ad ore: veniamo incontro alle esigenze delle altre famiglie».

Fino a quanti bambini potete ospitare in questa casa?
Fino a sei bambini: la casa è un vero ambiente domestico ed i bambini debbono essere pochi per poter rispondere ai ritmi e alle esigenze di tutti. Noi ci prendiamo cura del singolo bambino cercando di rispettare i tempi personali. E anche le diverse esigenze: nel cibo o in qualsiasi altra cosa, essendo pochi possiamo andare incontro alle esigenze di ognuno.

Quindi, essendo nella vostra casa, gli spazi, la cucina, eccetera, vengono condivisi con i bambini ospiti del nido…
Esattamente, ma ad esempio con il cibo, oltre ad eventuali pasti personalizzati, il nostro menù è elaborato insieme ad un nutrizionista che collabora con il nostro nido-famiglia. Dopo di che mangiamo tutti insieme a tavola.

Come si svolge la giornata insieme a questi bambini?
L’orario d’entrata è dalle 8,30 alle 9,30; i bambini entrano, c’è un po’ di gioco guidato, ascoltiamo un po’ di musica, proviamo qualche filastrocca, poi c’è una merendina che di solito è a base di frutta, e poi c’è un’ora di attività – dalle 10,30 alle 11,30 – che può riguardare la manipolazione, il riciclaggio, i giochi con la sabbia o con l’acqua, oppure impastiamo e così via. Dopo di che ci si lava le manine e ci si prepara per il pranzo. Quindi il riposino fino alle 15,30, la merenda e poi i genitori tornano a riprenderli.

Quindi seppure in una casa normale, le attività sono di tipo prescolastico…
Sì, comunque seguono dei ritmi stabiliti; i bambini hanno bisogno di equilibrio e routine, ma è come in famiglia, quasi come se si trovassero a casa loro, o dai nonni, o dagli zii, o dai cugini. Non in un ambiente asettico, ma accolti in una situazione familiare.

Ma un genitore che volesse provare questa esperienza come fa a fidarsi?
Ci vuole fiducia, ma prima di tutto viene qui, ci conosce, ci sono due settimane di inserimento per i bimbi e i genitori perché anche noi non conosciamo il bambino. Dopo di che si decide se proseguire.

Ma voi avete fatto una preparazione per condurre questa attività, che poi sembra essere una cosa molto normale: è quello che fanno tutte le mamme?
Noi abbiamo seguito un tirocinio in altri nidi Scarabbocchiando, abbiamo avuto un tutoraggio, abbiamo continuamente monitoraggio e formazione ogni mese da parte di psicologi, psicoterapeuti, pediatri e nutrizionisti in modo da offrire alle mamme la nostra formazione continua.

Vedo dei diplomi, avete fatto anche dei corsi per operatori di primo soccorso pediatrico e altro ancora…
Sì, abbiamo seguito i corsi proposti dal centro Alma Mater di Rieti e della Croce Rossa. Non sono obbligatori, ma li abbiamo fatti per uno scrupolo di coscienza. Io da mamma pretendo che chi si occupa dei miei figli sia preparato per queste evenienze.

La stanza dei giochi sembra molto allegra e molto accolgliente.
Sì i giochi sono tutti a portata di bambino e sono riposti sempre nello stesso modo, in modo da facilitare il bambino a trovare quello che desidera: ci sono gli strumenti musicali, i libri, l’angolo morbido… in generale passiamo il tempo qui quando non è possibile uscire fuori, perché prediligiamo le attività all’aria aperta.

Infatti c’è un bel prato!
È vero, d’estate è molto bello e pieno di giochi. E con i bambini ci piace di dare vita anche ad un piccolo orto, in modo che possano vedere le piantine crescere e possano raccogliere i frutti: è bello ed è importante. Abbiamo anche due alberi da frutto, per cui raccoglieranno dall’albero quel che mangeranno.

Rispondi