Aprilia Dorsoduro factory

La linea innovativa che premia la casa di Noale.

È arrivata da poco sul mercato e già ha riscosso molto successo tra gli appassionati della guida morbida e potente delle Motard. Questo mezzo rientra ormai in un segmento in cui non ci sono più nette particolarità che caratterizzano la possibilità di uno specifico utilizzo di questa due ruote; nel caso di Aprilia si è partiti con la versione più docile del motore per poi proporre solo in seguito una scelta più sportiva consegnando al mercato la versione Factory che come nella migliore tradizione, presenta delle caratteristiche che la rendono più cattiva e soprattutto più potente della sua sorella “base”.

Da tutti è stata definita da subito una moto inedita, già a partire dal motore, monta un bicilindrico a V da 750 cc raffreddato a liquido, questo è gestito da una complessa centralina che si occupa dei controlli elettronici di acceleratore e iniezione, presenta comunque tre possibili e diverse mappature, selezionabili in base al terreno da affrontare e tramite un pulsante sul manubrio, anche in marcia. La potenza rilevata alla ruota è di 95 Cv a 9000 rpm permettendo così una buona gestione dell’erogazione anche in situazioni in cui il terreno non è così sicuro; inoltre le differenti mappature della centralina permettono una sicura impostazione di guida anche in caso di asfalto umido o bagnato, considerando il fatto che taglia di netto la potenza. Il bicilindrico è incastonato in un telaio traliccio in acciaio, combinato a delle piastre d’alluminio, che lo supportano e alloggiano il forcellone posteriore che è comunque bi-braccio. Nel caso della forcella anteriore si hanno misure di 43 mm e risultano essere piuttosto morbide, adatte ad ogni tipo di terreno compreso il pavè; all’opposto, sul posteriore c’è un mono-ammortizzatore Sachs ultraregolabile che aiuta il pilota stesso a personalizzare lo stile di guida e le sensazioni che ne derivano. Per quel che riguarda l’impianto frenante si vedono due dischi sull’anteriore di misura 320 mm di tipo “wave” (per i comuni mortali a margherita), mentre al posteriore il disco è singolo di misura 245 mm sempre a margherita; inoltre la versione Factory sfoggia, in più il sistema da ABS di serie. Dal punto di vista delle finiture, il gioco vale la candela in quanto ci sono bene in vista i componenti in carbonio di cui sono composti, serbatoio, parafango anteriore e le cover laterali; in questo caso la colorazione prende il nome di all black proprio grazie a questi inserti.

Per quel che riguarda le sensazioni di guida, questo è un mezzo che concede da subito gran confidenza anche se è necessaria un certa esperienza per quel che riguarda il “manico”, visto che il motore è sempre pronto e la risposta è rapida e decisa, soprattutto in condizioni di pieno potenza. Nella guida cittadina il corpo centrale snello favorisce una guida piacevole anche nel traffico e l’angolo di sterzata piuttosto ampio non può che essere comodo; il peso che è di circa 190 kg si fa sentire soprattutto nelle manovre da fermo ma una volta in marcia, sembra di guidare una piuma. Ci si può quasi dimenticare del cambio, vista la ripresa ottima in ogni situazione, solo la frizione tende ad indursi con l’uso frequente; le sospensioni a taratura morbida sono un incentivo anche alla guida sul pavè e le buche sono digerite senza troppi problemi. Una delle poche pecche è di certo il rappresentata dal calore emanato dagli scarichi sottosella che al contempo “profumano” la schiena del passeggero, oltre che friggerne il fondoschiena; passeggero che è relativamente ben accettato vista la sella lunga e decentemente imbottita.

Su strade extraurbane e autostrade, si procede senza problemi fino a velocità “legali”, dopo di che la pressione dell’aria sul capo e le spalle del pilota si fa sentire insistentemente data la mancanza totale di protezione. Il motore, comunque sia, spinge bene già dai medi regimi anche se le vibrazioni agli alti possono risultare piuttosto fastidiose.

Infine, in pista il comportamento è da prima della classe, esce dalle curve con una bella spinta e si mette di traverso senza troppe difficoltà, fino a toccare quasi terra; con le marce basse l’anteriore decolla facilmente e la scodata necessita di buona esperienza per poter essere gestita al meglio.

Ad ogni modo il cruscotto è piccolo e minimalista, come in ogni motard, ma si legge bene anche in pieno sole; è ben completo e fornisce al meglio tutte le informazioni di base necessarie al pilota. Non esiste un vano sottosella per i documenti ma soltanto la possibilità di fissare i documenti dietro “l’unghia” che compone il cupolino ma una volta a terra è meglio portare tutto dietro per sicurezza, nullo invece lo spazio disponibile per il blocca disco e gli attrezzi, per tutto ciò c’è bisogno di uno zainetto.

Concludiamo con il prezzo, ci si aggira intorno ai 10.340 euro, la versione estrema e denominata Factory è disponibile solo in colorazione nera, ma tutto sommato per la qualità espressa e le finiture ricercate vale la pena spendere questa cifra che è comunque allineata alle sue dirette concorrenti.

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