Agli ultimi e a chi li segue: diventare artigiani del perdono

«Beati i poveri. Beati i misericordiosi. Beati gli operatori di pace. Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati».

Leggiamo attentamente queste frasi del Vangelo di Cristo: è un continuo insegnamento per l’umanità intera. Non solo con gli occhi dobbiamo leggerlo, ma con il cuore, con il cuore del vero Cristiano, del vero Credente. Leggiamo i suoi insegnamenti perché sappiamo bene che Chi lo metterà in pratica e insegnerà a fare lo stesso, sarà considerato grande nel Regno dei Cieli.

Questa grandezza non si sostanzia di beni terreni e nemmeno di parole. Non chi dice «“Signore, Signore”, ma chi fa la volontà del Padre mio entrerà nel Regno dei cieli».

Occorre operare concretamente e Cristo stesso ci dice come: «Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame» ma «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me».

Bisogna, poi, avere coraggio e diventare artigiani del perdono, esperti di pace, di quella pace fondata sulla giustizia sostanziale e non solo formale, come ci ripete Papa Francesco, Allora arriverà, nel cuore degli uomini, il Natale e l’Angelo del Signore dirà: «Vi annunzio una grande gioia» e a lui si unirà una moltitudine dell’esercito celeste che canterà: «Gloria a Dio nell’alto cieli e pace in terra agli uomini che egli ama».

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