Il Vescovo agli studenti: «formazione culturale e professionale, ma anche umana»

Carissimi amici studenti: nihil sub sole novum, niente di nuovo sotto il sole, direbbe Qohelet, (1,9); passano gli anni, le stagioni, eppure non sembra cambiare nulla nel panorama nazionale e internazionale, soprattutto non sembra cambiare nulla nelle relazioni umane. Anzi, a tutti sembra che una realtà complessa e fragile, ogni giorno di più si scopra problematica e ambivalente.

Penso anzitutto alla delicata situazione internazionale che potrebbe avere ripercussioni serie anche sul nostro Paese, alle crisi in Medio Oriente, alla controversa questione tra Russia e Ucraina.

Ma non posso non accennare alla nostra condizione interna, quella italiana, che ogni giorno di più diventa problematica per la mancanza di occupazione, per la povertà di tante famiglie e di tante persone, per la perdita di fiducia nel futuro.

Senza accennare a tutte le situazioni di violenza di cui ogni giorno siamo in qualche modo protagonisti, quasi in tempo reale, per la velocità con la quale i mezzi di comunicazione ci danno notizie dettagliate. Violenza che nasce e si alimenta all’interno delle famiglie, e sfocia spesso in fatti irreparabili soprattutto nei confronti delle donne e dei più deboli; violenza che nasce in ambienti in cui il dialogo, il rispetto dell’altro, la condivisione, sono considerati i connotati dei deboli e dei perdenti.

Un mondo così complicato e difficile richiede che aumentino sempre più i cittadini consapevoli della propria appartenenza, dei diritti e dei doveri che spettano a ciascuno, provvisti di quei valori di cittadinanza che sono fonte e garanzia di uguaglianza e libertà.

Vi sono tante competenze e abilità che può darvi la scuola, da quelle tecnico-pratiche a quelle umanistiche, da quelle scientifiche a quelle religiose.

Sarebbe un errore di prospettiva stilare una graduatoria di ciò che è più importante e utile: ogni aspetto della vostra cultura e della vostra preparazione, anche quello apparentemente meno significante, concorrerà a rendervi cittadini migliori, più consapevoli, maggiormente partecipi della vita sociale, politica e culturale della realtà in cui vivete. Tutto torna utile, tutto è importante, tutto conta, ma ciò lo scoprirete più in là, nel corso della vita vissuta, nel mondo del lavoro, in famiglia e nei vari ambienti in cui svilupperete la vostra personalità.

Per semplificare il più possibile vorrei invitarvi a curare la vostra formazione soprattutto su due versanti: la formazione culturale e professionale, che vi abilita a svolgere funzioni che richiedono perizia e competenza; e la formazione umana che vi prepara ad affrontare il “lavoro” più difficile della relazione con l’altro.

Amici, fidanzati, colleghi di lavoro, compagni di scuola e di sport: ogni giorno abbiamo da fare per rendere vivibili le nostre relazioni, prevenendo conflitti e, quando sono conclamati, componendoli, smussando angoli, chiarendo posizioni.

A questi due aspetti della vostra formazione cercate di dare il massimo, quello che potete con tutte le vostre energie.

Soprattutto per il secondo aspetto vi aiuteranno gli insegnanti di Religione, ma anche quanti, tra i docenti, hanno sperimentato nella loro vita e nella loro formazione l’importanza di relazionarsi bene con il prossimo.

Mi permetterete di annotare appena che il cristianesimo è sempre stato sensibile a questa dimensione delle relazioni, ma direi un po’ tutte le religioni aiutano l’uomo a conoscere se stesso e gli altri. Studiate le religioni, negli aspetti teologici e storici: ne avrete un grande aiuto per capire il mondo.

Allora, niente di nuovo sotto il sole? Direi forse di no: omnia sub sole nova! Tutte cose nuove sotto il sole, se lo vogliamo e se ci impegniamo.

Grazie, e buon anno scolastico a tutti!

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