Un Pastore attento ai beni culturali

Mentre cresce, in città e nel territorio diocesano, l’attesa per il prossimo arrivo di monsignor Domenico Pompili, con la sobria dedizione che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare durante il lungo episcopato monsignor Delio Lucarelli continua a garantire la sua presenza nei paesi dell’Appennino dove durante l’estate si rinnovano le tradizioni legate alla devozione ai santi patroni, accanto ai malati ricoverati in ospedale, ai frequentatori della mensa di Santa Chiara, ai cassintegrati delle aziende di un nucleo industriale attanagliato dalla crisi.

Fino all’insediamento del suo successore, il vescovo Lucarelli, che ha retto la diocesi reatina dall’ormai lontano 2 febbraio 1997 e che continua a reggerla in questi mesi da amministratore apostolico, sarà certo fedele al suo impegno onorando il motto In verbo Tuo scelto allora per le insegne che alludevano felicemente al ministero petrino unendo negli smalti e nelle figure araldiche la memoria della terra natale e l’intento di appartenere alla terra d’elezione, affidatagli da papa Giovanni Paolo II all’atto della consacrazione.

Attento ai bisogni del prossimo, solerte ed assiduo nel suo impegno pastorale, concreto nelle determinazioni, tanto generoso quanto schivo, monsignor Lucarelli consegna al nuovo vescovo la realtà viva e complessa di 94 parrocchie, con un patrimonio di oltre duecento chiese custodi di un patrimonio d’arte e di fede nel quale si riflette la cultura materiale di un popolo e la sincera religiosità espressa dai fedeli nel corso dei secoli.

Quando nel 1997 il vescovo Lucarelli intraprese il suo mandato, ricevette dal suo predecessore monsignor Giuseppe Molinari le chiavi del cantiere di San Domenico, il maestoso tempio dell’Ordine dei Predicatori restituito alla comunità solo tre anni prima per l’atto generoso del commissario prefettizio Guido Nardone. L’ambiziosa impresa, perseguita congiuntamente con le istituzioni civili, trovò nel presule un infaticabile sostenitore, che della ritrovata basilica volle fare il segno artistico del Grande Giubileo.

Se il recupero della duecentesca chiesa di San Domenico assunse il valore simbolico di un risarcimento e di una riconciliazione, a un secolo e mezzo dall’Unità d’Italia, ben più costante ed assiduo, radicato nella storia remota di un territorio attraversato dalle faglie che interessano l’Italia appenninica, è stato l’impegno manifestato nel lavoro di consolidamento, adeguamento antisismico e restauro fin dal 1997, anno dei sismi della Valnerina che provocarono a più riprese ingenti danni al patrimonio architettonico diocesano, per proseguire con rinnovata lena dopo il terremoto che nel 2009 ha devastato L’Aquila.

Oltre a ciò, nel corso degli anni, valorizzando l’impegno dei membri della Commissione diocesana per l’arte sacra monsignor Delio Lucarelli ha promosso il restauro e la digitalizzazione dei più preziosi documenti e registri degli archivi riuniti della Curia, l’ampliamento del museo dei beni ecclesiastici della diocesi, la catalogazione informatica dell’intero patrimonio storico– artistico delle parrocchie.

Con sensibile lungimiranza, ha realizzato a Rieti il consolidamento ed il recupero funzionale del settecentesco palazzo dei Chierici Ministri degli Infermi in piazza San Rufo, il riassetto dell’ottocentesco palazzo dei Canonici, il restauro della chiesa di San Liberatore destinata ad accogliere la biblioteca diocesana, ha intrapreso a Leonessa il restauro dell’antico monastero di San Giovanni Evangelista ormai abbandonato dalle Clarisse, destinandolo ad attività di assistenza a favore degli anziani.

Con appassionata competenza, ha promosso l’adeguamento liturgico ed il riassetto di numerose chiese attraverso il capillare restauro di affreschi, tele e tavole d’altare. Attento e raffinato cultore della storia dell’arte cristiana, ha saputo valorizzare giovani di talento, come il pittore Andrea Ruggeri o lo scultore albanese Genti Tavanxhiu a cui ha affidato prestigiosi incarichi.

Nell’amore per il bello, mai disgiunto dal bene e dal vero, nell’attenzione per il decoro delle chiese possiamo così riconoscere il segno distintivo del magistero e dell’impegno pastorale del vescovo Lucarelli, a cui rivolgiamo con gratitudine il nostro saluto.

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