Tutto esaurito al Vespasiano per la Traviata del Reate Festival

Tutto esaurito nel rispetto delle norme per una Traviata di grande classe, in cui Rosa Feola, protagonista assoluta, ha dispiegato una vocalità straordinaria e una capacità interpretativa all’altezza delle più grandi stelle della lirica. Il passaggio di testimone con Renata Scotto, sua insegnante e regista dell’allestimento, si è realizzato al meglio offrendo al pubblico uno spettacolo indimenticabile. Scene e costumi fine ‘800, elegantissimi ma sobrie, voci eccellenti e una direzione duttile e molto attenta. Nell’epoca del distanziamento il teatro rivela la sua capacità di adattarsi e di far vivere, nonostante le circostanze, momenti di luminosa bellezza

Trionfale successo e pubblico in visibilio ieri sera per una Traviata di cui si parlerà. Un allestimento di grande classe, vissuto dai presenti con l’emozione di chi ha avuto il privilegio di essere in un teatro tutto esaurito per applaudire una Violetta straordinaria. Rosa Feola, tornata a Rieti a dieci anni dal suo primo debutto sul palcoscenico, ora richiesta dai più importanti teatri e da direttori come Riccardo Muti, è una fuoriclasse la cui maturità musicale si accompagna ad una strepitosa vocalità. Una protagonista in cui il personaggio si esprime a tutto tondo, con una così profonda introspezione da rivelare le più nascoste sfumature della scrittura verdiana. Una Violetta così autentica da confermare dopo oltre 150 anni e una vita sul palcoscenico come forse nessun altro personaggio, una grande modernità. Impossibile descrivere l’esattezza esecutiva unita ad un fraseggio musicalissimo, nel quale le frasi più celebri prendevano nuova vita. Una straordinarietà che si incastonava in uno spettacolo ben allestito, con le scene efficaci e suggestive di Michele Olcese (per le quali determinante è stata la collaborazione dell’Arena di Verona) i costumi sontuosi di Giada Masi, le luci straordinarie di Andrea Tocchio e la regia esperta di una grande ex-Violetta, Renata Scotto. La direzione di Giovanni Di Stefano, a capo dell’Orchestra Sinfonica di Savona, era duttile e attenta, il coro del Teatro dell’Opera Giocosa di Savona era diretto da Gianluca Aschieri.

Il pubblico ha applaudito entusiasticamente a scena aperta tutti i pezzi che la partitura presentava in successione, apprezzando anche lo slancio giovanile di Leonardo Sancho-Rosales nel ruolo di Alfredo e la presenza vocale e umana di Sergio Vitale in un Germont-padre molto più sfaccettato di come spesso appare.

Lo spettacolo, coprodotto dal Reate Festival in collaborazione con il Teatro dell’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Coccia di Novara, con il sostegno della Fondazione Alberto Sordi per i giovani, ancora una volta mette Rieti e il suo splendido teatro Flavio Vespasiano al centro di una produzione di alta qualità nel panorama internazionale; confermando così la vocazione di un festival che nelle scelte della direzione nelle persone di Lucia Bonifaci e Cesare Scarton oltre a distinguersi per la valorizzazione di rarità e dei giovani talenti, realizza anche produzioni di opere di grande repertorio ai massimi livelli.

Il pubblico ha entusiasticamente corrisposto, mantenendo peraltro le norme di distanziamento e permettendo lo svolgimento dell’evento nel rispetto delle regole anti-covid previste. L’allestimento ha dovuto tener conto anche nelle scelte registiche del distanziamento, offrendo soluzioni inusuali ma convincenti anche nei momenti in cui tradizionalmente era abituale la vicinanza dei due protagonisti. Consentita peraltro sulla scena la vicinanza tra Violetta e Giorgio Germont, padre di Alfredo, dato che Rosa Feola e Sergio Vitale sono marito e moglie nella vita.

Nel foyer del teatro è stato possibile ammirare il magnifico costume di scena che Rosa Feola aveva indossato nel suo debutto a Rieti ne Il Campanello di Donizetti in occasione della seconda edizione del Reate Festival nel 2010, confermando il legame della protagonista con la città.

La programmazione del festival prosegue nel pomeriggio di domenica 25 ottobre con il concerto organistico di Angelo Trancone (Chiesa di San Giorgio ore 18). In seguito al nuovo DPCM 25 ottobre 2020 la programmazione del Reate Festival verrà sospesa fino al prossimo 24 novembre.

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