Chiesa di Rieti

Sul Cammino con passi nuovi

È giunta al Sacro Speco di Poggio Bustone la Marcia del Perdono compiuta da tre gruppi di pellegrini. Un evento che di anno in anno ricorda l’evento decisivo accaduto nel cuore di san Francesco proprio nel borgo che domina la Valle Santa, e insieme invita a lasciarsi guidare dall’amore di Dio

Come ogni anno, il 2 agosto, ha avuto luogo a Poggio Bustone la Marcia del Perdono per celebrare l’indulgenza della Porziuncola.

In duecento al Sacro Speco

Tre gruppi di pellegrini provenienti dal Faggio di San Francesco, da Cantalice e dalla frazione di Borgo San Pietro di Poggio Bustone, si sono ritrovati nel piazzale delle Missioni Francescane per percorrere insieme l’ultimo tratto che conduce al Sacro Speco. Lì è stata celebrata la Santa Messa presieduta dal vescovo Domenico e animata dal coro dell’oratorio di sant’Antonio di Chiesuola (Brescia). Quasi 200 i marciatori, che al termine hanno partecipato alla cena francescana organizzata dalla proloco di Poggio Bustone con un divertente intrattenimento musicale curato da Cristian Bianchetti.

Il segreto del perdono

Che significato ha la marcia del Perdono? Quello che nel 1216 Francesco vuole estendere a tutti gli uomini e le donne amati dal Signore egli lo aveva già sperimentato nel 1208 a Poggio Bustone: il tocco lieve della misericordia che guarisce le ferite del peccato. Che cosa avvenne a Poggio Bustone nel cuore di Francesco rimane per noi un segreto impenetrabile; le poche notizie tramandate dalle prime biografie sono piccole fessure da cui trapela appena qualche raggio di quella luce di cui il Signore lo inondò nell’esperienza vissuta al Sacro Speco, purificandolo dai peccati, rivelandogli le ricchezze sconosciute della fede, infondendogli la dolcezza di un amore ineffabile e facendogli conoscere i passi di coloro che nei secoli lo avrebbero scelto come guida per seguire Gesù. In tale contesto di grazia vanno lette le testimonianze riportate dai biografi.

Nelle mani del Signore

Prima di tutto la fede cristiana, confermata dall’esperienza, insegna che non è il peccatore a prendere l’iniziativa del proprio cambiamento, ma è Dio che nel suo amore misericordioso muove il cuore dei figli perché tornino nella sua casa e si rivestano dei doni di grazia. Poveri noi se pensassimo che il perdono di Dio dipende dai nostri sforzi. È perché Dio ci ha già perdonati in Cristo che noi possiamo diventare più buoni, non il contrario. Sarebbe vano lo sforzo di liberazione dal male, se gradualmente il Signore non illuminasse l’anima e non vi infondesse un amore con la sua carezza lieve, una dolcezza, una gioia nuova, fino ad allora sconosciuta, superiore ad ogni gioia terrena. All’azione divina deve corrispondere la libera accettazione dell’uomo che quindi si mette in cammino con la disponibilità a lasciarsi trasformare, plasmare, secondo i disegni di Dio, il quale può volere semplicemente la formazione di un vero cristiano, oppure può dotare un’anima di particolari carismi per una missione più o meno rilevante nella Chiesa. San Francesco è certamente e in modo eminente uno di questi.

Camminare con passi nuovi

Ecco perché ci siamo messi in cammino: per scoprire quali passi nuovi nella vita cristiana il Signore si aspetta oggi da noi. Ancora lo Spirito scende sulla sua Chiesa e la mette in cammino verso orizzonti sempre nuovi, che come un’eco risuonano di quel cammino di pace e bene che Francesco iniziò qui a Poggio Bustone quando salutò gli abitanti del piccolo borgo con le celebri parole: «Buon giorno buona gente!».

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