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Si accende il Natale a Rocca Sinibalda

Un programma quello proposto dal Comune di Rocca Sinibalda che guarda ai gusti e agli interessi di ognuno riuscendo a fondere tutte le arti in un progetto armonico che rimanga però ancorato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio come sottolinea il sindaco di Rocca Sinibalda, Stefano Micheli.

Nel “Paese che non c’era” a Rocca Sinibalda il Natale è arrivato con l’accensione della luminarie cui ieri è seguito l’appuntamento con “M’illumino d’immenso” che ha visto invece l’accensione dell’illuminazione permanente nel centro storico di Rocca Sinibalda, Torre Saracena di Valle Cupola e nel centro storico di Posticciola. Ad aprire la strada al programma natalizio, “L’occhio nella mente” la rassegna di musica visiva che lo scorso fine settimana ha animato le suggestive sale del castello.

Per le festività diversi gli appuntamenti per grandi e piccini, per far vivere l’atmosfera incantata del Natale e attrarre visitatori che potranno scoprire i negozi, le aziende, gli artigiani e i prodotti locali per acquisti e regali.

Un programma quello proposto dal Comune di Rocca Sinibalda che guarda ai gusti e agli interessi di ognuno riuscendo a fondere tutte le arti in un progetto armonico che rimanga però ancorato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio come sottolinea il sindaco di Rocca Sinibalda, Stefano Micheli.

«Nei piccoli paesi si fanno eventi culturali occasionali, poco impegnativi, all’insegna dell’idea: piccolo paese, piccola vita. La nostra idea rovescia l’assunto: piccolo paese, grande vita. Il “Paese che non c’era” prima che un luogo fisico, è un luogo della mente e dell’anima, è l’idea di azioni distribuite lungo tutto l’anno, negli anni. “Il paese che non c’era”, la manifestazione natalizia del Comune di Rocca Sinibalda, rappresenta quindi il tentativo di coniugare arte e ambiente, in un connubio non asservito alle logiche del puro consumo culturale e della facile aggregazione sociale, intorno ad un evento di ampia risonanza. Abitanti, artisti invitati, visitatori reali o virtuali diventano una comunità provvisoria capace di rigenerare la visione e la vita dell’uomo nei piccoli paesi; una festa di cose intime e di globali passioni artistiche e civili. E’ anche la dimostrazione che se un Amministrazione ha le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere riesce anche a costruire progetti che incontrano il favore delle istituzioni sovracomunali. Dall’insediamento a giugno, questa amministrazione ha visti finanziati 5 progetti dalla Regione Lazio e Consiglio Regionale del Lazio, spaziando dalla cultura al turismo all’enogastronomia e, per le attività natalizie, ricevendo anche il fondamentale supporto della Fondazione Varrone di Rieti».

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