Sebastiani e Cascioli: la politica che sgoverna al punto di non ritorno

Con oggi la politica che sgoverna la città di Rieti ha evidentemente toccato il punto più basso sinora raggiunto e probabilmente di non ritorno. È a dir poco ripugnante l’atteggiamento di una pseudo giunta che sarà ricordata più per l’eccezionale attività epurativa messa in atto all’interno del palazzo comunale che per la gestione della cosa pubblica. Ma chi realmente governa i processi che stanno determinando l’adozione di provvedimenti che definire scellerati è eufemistico? Il Sindaco? Il Segretario Generale? Chi si erge a censore di azioni ripescate negli anni passati per portarle sul tavolo giustizialista di una sinistra anacronistica, imbarazzante in tutte le sue espressioni, assolutamente incapace di adottare una decisione che abbia lontanamente a che fare con l’interesse ed il bene pubblico? Assessori indegni di rivestire questo ruolo e partiti che silenti continuano a banchettare alla festa dell’ipocrisia.

Nel leggere la delibera con la quale si crocifigge licenziandolo un dirigente bollato con la lettera scarlatta giudicato “al soldo” di una coalizione di centro destra, come si può non gridare la propria distanza da chi oggi continua a proteggere i propri accoliti nonostante le evidenti storture che ogni giorno sfornano nella loro azione amministrativa perseguitando tutti gli altri e sostanziando di fatto la peggiore deriva di una politica malata? Quanto è caduta in basso la politica? Proviamo un profondo senso di imbarazzo e di malessere al solo pensiero di tornare a condividere quei banchi che accolgono non solo questi vili servitori ma anche tutti coloro che sino ad oggi hanno simulato la loro opposizione e che sono altrettanto responsabili.

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