Un questionario per capire la situazione

Lo scorso anno ci pensò il sociologo Pagnoncelli a fornire dati concreti su cui basare i lavori della tre giorni diocesana dell’Incontro pastorale. Quest’anno, le informazioni necessarie saranno ricavate direttamente sul campo.

Si sta infatti cercando di ricostruire la formazione cristiana, le opinioni sulla Chiesa, lo stesso umore dei giovani, tramite un questionario a loro rivolto predisposto dall’Ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi.

La collezione di domande è stata diffusa in 5.500 copie tra gli studenti grazie alla collaborazione con i presidi e gli insegnanti di religione di tutte le scuole della diocesi da parte dell’Ufficio scuola.

Prende dunque il via dagli alunni il mosaico di voci dal quale ricavare l’immagine della Chiesa con cui ci si confronterà a settembre. Ma non solo, perché in questi giorni gli operatori della Servizio diocesano di Pastorale giovanile hanno messo in internet le stesse domande, a disposizione di tutti quei giovani che le scuole non le frequentano più, con l’obiettivo di raccogliere le risposte in una fascia di età che va dall’adolescenza fino ai 35 anni.

Una strategia che non solo è necessaria per fornire una base concreta su cui lavorare, ma che vuole rendere i giovani da subito protagonisti dell’Incontro pastorale e della riflessione di tutta la comunità diocesana.

«Chiesa di Rieti sta cambiando frequenze», si legge sulla pagina Facebook “giovani Rieti”. «Fatti furbo, rimani connesso».

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