Più musica d’organo, meno Babbi Natale. Pensieri e suggerimenti per evitare un Natale di plastica

«Solennità dell’anno, 25 dicembre, in cui si ricorda la nascita di Gesù in Betlemme». Questo scrive il mio Zingarelli del 1952. Un’occhiata anche veloce a quello che accade in questi giorni, ci fa percepire una dissonanza.

I media − televisione in primis − focalizzano la loro attenzione per giorni e giorni sulla scelta del regalo. Servizi interminabili nei luoghi di compere, con noiosissime e ripetitive interviste. La domenica di Avvento ridotta ad un appuntamento consumistico, negli ultimi anni direi più una “cinesata”.

Se proprio non potete fare a meno di acquistare, almeno preferite i presepi artigianali (dobbiamo − mi riferisco ai cattolici − ricordare la nascita di Gesù). Magari pochi personaggi fatti dai nostri artisti nazionali. Costano di più è vero, ma facciamo lavorare i connazionali. L’artigianato italiano è originale, ogni pezzo è unico, non c’è la serialità che contraddistingue tutto quello che viene dalla Cina, personaggi e statuine del presepio comprese. Ricordiamoci come negli ultimi decenni si siano combattute battaglie per migliorare le condizioni lavorative degli italiani.

In Cina le condizioni lavorative le conosciamo, sfruttamento della manodopera, orari e condizioni massacranti. Si lavora anche venti ore al giorno in assenza di minime tutele. Responsabili di un inquinamento spaventoso, hanno trasformato fiumi in discariche uccidendo qualsiasi forma di vita. Per quello che ci è possibile, non favoriamo queste condizioni.

Stesso discorso dicasi per le luminarie, oramai tutte fabbricate in Cina. Non sentiamo la necessità di trasformare le nostre città e borghi, in arredi discotecari.

Allietate piuttosto i vostri incontri con le persone care intorno ad una tavola, con alimenti e pietanze provenienti dal nostro territorio. Nella nostra piana c’è un’azienda che produce e vende prodotti caseari, squisite mozzarelle di bufala e tanti altri leccornie. Ci sono diversi pastifici artigianali. Un’azienda nell’amatriciano di prelibati salumi. Olio della Sabina (a Monteleone il primo “dop” in Italia), non si esagera se si dice tra i migliori del mondo. Nella Bassa Sabina, l’arrivo negli ultimi anni di enologi anche famosi (Riccardo Cotarella) ha permesso la produzione di buoni vini.

Lo sapevate che molte bistecche fiorentine che si preparano nei ristoranti toscani provengono da allevamenti reatini? Questo per le condizioni ottimali offerte dal nostro ambiente. Rieti, Greccio, Contigliano, Leonessa, Cantalice,conservano nelle loro chiese organi a canne secolari, veri capolavori di artigianato del ‘700 e ‘800. Proprio a Greccio presso la chiesa di san Michele, il 20 marzo scorso insieme ad un mio amico e la collaborazione di una associazione, siamo riusciti ad organizzare un concerto di musica sacra.

Questi gioielli riescono a regalarci una musica meravigliosa, potrebbe essere questa la circostanza giusta per organizzarne nelle vostre chiese.

«L’organo a canne è lo strumento che meglio di qualunque altro si presta all’esecuzione o all’accompagnamento della musica sacra. Ronchi individua nella continuità nel suono e nell’assenza del fenomeno percussivo per produrlo, la principale qualità timbrica e acustica dell’organo…» (da un articolo di Roberto de Mattei pubblicato sabato 6 agosto 2011 su Il Foglio).

Fatta questa breve e sommaria rassegna, vi invito a preparare cesti regalo con all’interno i prodotti sopra menzionati, ed altri che magari non ho ricordato e me ne scuso. In una società ormai secolarizzata, dove agli animali viene data la stessa dignità delle persone (l’uomo è sacro, dopo viene tutto il resto), ricordiamoci di andare a trovare chi soffre, i nostri vecchi ormai “abbandonati” nelle mani delle badanti staniere e dei compassionevoli infermieri. Altro che accessori per cani e gatti.

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