Giugno Antoniano Reatino

Pane di Sant’Antonio: il vescovo annuncia un Fondo per aiutare i giovani e le piccole imprese

Quest’anno la pandemia ha privato il Giugno Antoniano delle sue forme consuete, ma non della solidarietà. Lo dimostra la nascita del Fondo solidale legato nel nome al “Pane di Sant’Antonio”, pensato per aiutare i giovani e le piccole imprese

Quello vissuto in queste settimane è stato un Giugno Antoniano Reatino profondamente diverso dal consueto. Sono mancati i fuochi, la musica, il cioccolato caldo, le cene. Si è dovuto anche rinunciare alla Processione dei Ceri, una tradizione sentita al punto da non venir sospesa neppure in tempo di guerra. Al suo posto, il vescovo Domenico ha presieduto l’Eucaristia nella basilica di Sant’Agostino, spostando nel tardo pomeriggio la Messa Pontificale che normalmente apre la domenica più attesa di giugno.

E proprio in questo contesto, mons Pompili ha notato che a dispetto delle forme della festa mutate dall’imprevista pandemia, «non è mancata la cosa più importante e, cioè, la solidarietà». Un segno della quale va rintracciato nel «sant’Antonio vestito senza l’oro e solo col saio», oltre che nel gesto concreto di versare quanto raccolto nelle offerte dell’intero periodo nelle casse del Fondo Santa Barbara.

Ma non solo: all’iniziativa già intrapresa dalla diocesi per aiutare le famiglie maggiormente colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria, il vescovo ha annunciato di voler aggiungere un secondo Fondo, «non senza l’aiuto di altri soggetti, come Fondazione Varrone e Caritas italiana», con l’obiettivo di aiutare le piccole imprese, ponendo speciale attenzione a quelle dei giovani. Si chiamerà: Il Pane di Sant’Antonio, richiamando proprio il gesto solidale del Giugno reatino.

«La ricchezza più importante – ha sottolineato don Domenico – non è quella che si conserva nel privato, ma quella che si fa circolare nel sociale. Non è forse questo il senso delle parole di Gesù: “Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà”?».

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