24. Organo della chiesa non più esistente di S. Cecilia al Borgo (o di S. Maria del Soccorso)

S. Cecilia, chiesa antichissima di giurisdizione farfense, documentata fin dal 1028 e demolita nel 1556, durante la guerra tra Paolo IV e il duca d’Alba, fu poi ricostruita. All’inizio del ‘600, trasferito il suo titolo parrocchiale in S. Pietro Apostolo, la chiesa al Borgo fu affidata alla confraternita di S. Maria del Soccorso, che la ristrutturò e ampliò negli anni 1630-34. Sorgeva appunto al Borgo, dov’è oggi il palazzo Tosti. S. Maria del Soccorso fu abbattuta in seguito al bombardamento del Borgo del 1944, da cui era stata gravemente lesionata.

Dell’organo si parla la prima volta nel 1711, quando fu data una grande festa dalla confraternita con un organo «noleggiato» e con molti strumenti. Lo stesso anno si spendono scudi 10,17 «per lavori di falegname pel nuovo palco» dell’organo, segno evidente che la compagnia era intenzionata a dotarsi presto di questo strumento. Nel 1784 viene pagato Giovanni Antonio Nicoletti per la cassa dell’organo e nel ’91 Salvatore Porrina «per fattura di un nome di Maria con due fogliami posti su la cassa dell’organo». Appena due anni dopo, tra le uscite del 1793 si legge: «Pagati al signor Damas organaro per un organo novo fatto nella nostra chiesa scudi 93 moneta».

Si tratta ovviamente di Damaso Fedeli-Fedri, molto attivo a Rieti in quegli anni. Sempre nel ’93 la confraternita paga Carlantonio Porrina «per lavori fatti nell’orchestra e confessionali». Nella visita del 1829 si legge che in S. Cecilia al Borgo vi era un «organo in ottimo stato con sua custodia di legno e tenda che coprelo». Ed è l’ultima notizia.

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