Nel nome di Maria: Vincenzo Parisi, Addolorata

Si è tenuta l’8 maggio all’Auditorim Varrone la quarta edizione di “Nel nome di Maria”, manifestazione originale e impegnativa, che intreccia tante storie e tanti messaggi.

Nel mese di maggio sembrerebbe quasi un’iniziativa dedicata alla Madonna. Lo è, ma non solo: è insieme il racconto di un’amicizia, un atto d’amore, da un gesto straordinario. Il mese mariano comprende anche la festa della mamma. E la Maria che ha ispirato l’evento è appunto una mamma.

Alle origini c’è la storia di una coppia: un uomo e una donna che decidono di diventare genitori, pur sapendo che lei sarebbe venuta a mancare molto presto. In un momento di difficoltà si sono rivolti alla vita.

Questa madre decide di far nascere il proprio figlio pur sapendo che non l’avrebbe potuto crescere. Un bellissimo atto d’amore, che ha avuto la forza di imporsi su quanto di inevitabilmente negativo doveva accadere.

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Addolorata, testo di Paul Claudel (1869-1955):

Maria ha accettato tutto. Sta in un canto della strada
ad attendere il Ricco di ogni povertà.

I suoi occhi sono asciutti, la sua bocca senza umidore.
Ella non dice nulla e guarda Gesù venire.

Ella accetta. Ella accetta un’altra volta.
L’urlo è severamente contenuto nel cuore forte e torchiato.

Ella non dice nulla e guarda Gesù.
La Madre guarda il Figlio, la Chiesa il Redentore.

La sua anima con violenza s’avventa verso di Lui
come l’urlo di un soldato moribondo.

Ella sta ritta davanti a Dio e gli dà da leggere la sua anima.
Niente nel suo cuore che dica di no o riprenda.

Nessuna fibra del suo cuore trapassato
che non accetti o non consenta.

Come Dio stesso che è qui, ella è presente.
Ella accetta e guarda il Figlio che ha concepito
nelle sue viscere.

Non dice nulla e guarda il Santo dei santi.

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