Chiesa di Rieti

In cammino, arricchiti dalle reciproche differenze

Un gruppo di giovani sacerdoti si sta pian piano inserendo nella nostra Diocesi, attraverso lo studio della lingua italiana, l'approfondimento della conoscenza reciproca, tanti incontri formativi e la riflessione sul progetto pastorale che la Chiesa reatina sta portando avanti

La simpatica chat di gruppo che usano per comunicare si chiama “clero primavera”: primavera per l’assortimento di etnie, per la gioia della fioritura e per la voglia di produrre frutto insieme.

Sono un gruppo di giovani sacerdoti che si stanno pian piano inserendo nella nostra Diocesi, attraverso lo studio della lingua italiana, l’approfondimento della conoscenza reciproca e la riflessione sul progetto pastorale che la Chiesa reatina sta portando avanti.

Don Stany viene dal Gabon, è dottorando in Teologia Biblica e attualmente risiede a Collalto Sabino, don Joachim è congolese e dottorando in teologia dogmatica, don Phocas viene invece dal Ruanda, è dottorando in Missiologia e in questo periodo presta il suo servizio presso la parrocchia di San Liberato di Cantalice. Poi c’è padre Theo, il “filosofo” salesiano che viene dal Madagascar e nel fine settimana è d’aiuto nella popolosa parrocchia di Vazia. Il brasiliano fra Claudio è invece un minore francescano, e svolge il suo lavoro nel fine settimana nelle zone toccate dal sisma: Cittareale, Posta, Accumoli, mentre padre Alexander è con noi già da qualche anno. Chiude il gruppo padre Joseph, indiano, che attualmente presta servizio nei dintorni di Roccasinibalda.

Sotto l’attenta e affettuosa supervisione di padre Mariano Pappalardo, e con una grande voglia di inserirsi e apprendere, il gruppo ogni sabato mattina si incontra con i direttori degli uffici della curia reatina perchè presentino loro ciò in cui sono impegnati, e i tanti progetti che portano quotidianamente avanti. I sacerdoti ricevono sussidi, compendi, materiale informativo e tanto affettuoso incoraggiamento, il che certamente non guasta mai per intraprendere un percorso nuovo.

Al momento i sacerdoti hanno già avuto modo di incontrare don Nicolae Zamfirache, che ha spiegato loro come funziona l’8×1000 alla Chiesa Cattolica, il diacono Nazareno Iacopini per le informazioni sulla Pastorale della Salute, l’Ufficio Comunicazioni Sociali per comprendere meglio i canali di informazione utilizzati, sfogliare insieme il giornale diocesano, guardare i siti e i social: ma sono molti ancora i momenti formativi che li aspettano, e il prossimo appuntamento è già fissato con padre Luca Scolari, per scoprire le tante attività della Pastorale Giovanile.

Nel frattempo, ci sono i problemi pratici da risolvere: gli alloggi, la lingua, gli spostamenti, le patenti di guida, la gestione del tempo da dividere tra studio e servizio pastorale. Tuttavia, impegno ed entusiasmo certamente non mancano: tra i sacerdoti si è creato un clima di allegria e fraterna partecipazione, e le loro differenti esperienze di vita e di lavoro non possono che essere un utile accrescimento per tutti.

 

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