Psicologia

Il mondo va sottosopra? Non ci vergognamo delle nostre fragilità

«È importante accogliere questo momento come stimolo per imparare a sopportare le paure, a contenerle, a non vergognarci delle nostre fragilità. Impariamo a sopportare di stare nell'incertezza», suggerisce lo psicanalista Ferdinando Testa

Il mondo sottosopra. Sembra proprio cosi’ se si analizzano le contraddizioni che il Coronavirus sta facendo emergere sul piano psicologico. “L’aspetto del panico e’ molto forte e c’e’ un aumento dell’ipocondria, ma i pazienti che gia’ seguono un percorso psicoterapeutico, o analitico, reagiscono meglio e vivono di meno il disagio psicologico in questa fase di emergenza. Sono gia’ allenati alla sofferenza e hanno una maggiore dimestichezza con le proprie difficolta'”. La riflessione e’ di Ferdinando Testa, psicoanalista junghiano del Centro italiano di psicologia analitica di Roma (Cipa) e membro dell’Iaap (Associazione internazionale di psicologia analitica).

“Probabilmente il percorso terapeutico ha attivato in loro le risorse sane che sono presenti in ognuno di noi- spiega lo psicoterapeuta- attraverso il confronto con l’analista, o il terapeuta, il paziente ha sviluppato un contenitore interno, e’ abituato alla democrazia del dialogo e al senso della responsabilita'”. Da punto di vista la psicoterapia diventa “un’educazione all’inconscio e quindi alla capacita’ di tollerare la dimensione dell’ignoto, che e’ il vero tallone di Achille di tutti noi”.

La dimensione dell’isolamento in casa si accosta molto a quella dell’ignoto, gli italiani come potranno imparare a gestire la solitudine? “C’e’ una differenza tra l’isolamento e la solitudine- chiarisce Testa- la solitudine vuol dire sopportare la capacita’ di stare con se’ stessi, di imparare a tollerarsi e anche a tollerare i propri difetti e vizi. Quando stiamo male e andiamo in terapia i sintomi tendono a compensare un atteggiamento troppo unilaterale della coscienza. A livello collettivo accade esattamente la stessa cosa- spiega lo psicoanalista- tutto quello che sta avvenendo e’ una forma di compensazione, come se l’inconscio collettivo ci dicesse di riequilibrare e riaggiustare il tiro, di imparare a tollerare e ad avere una nuova visione del corpo non piu’ come mercificazione, ma assumendoci la responsabilita’ della propria cura. Il Coronavirus ci sta facendo passare dal senso di colpa alla responsabilita’ della cura e della prudenza, smettendo di essere narcisisticamente onnipotenti. Occorre avere prudenza e di imparare a condividere, perche’ solo nella capacita’ di comunicare con l’altro puo’ svilupparsi il calore della conoscenza”.

Il disagio psicologico nasce dal fatto che non c’e’ piu’ la responsabilita’ del limite? “Il limite viene sempre oltrepassato e si passa da un atteggiamento di ‘strafottenza’ e onnipotenza a un atteggiamento di paura. La regola ci aiuta a capire che abbiamo dei limiti, e quindi a non essere prometeici cercando di superare l’insuperabile”.

Come trasformare allora la solitudine in risorsa? “Tutti i grandi fenomeni, la guerra o la pestilenza, hanno la funzione di azzerare l’immaginazione. Gaston Bachelard nel suo libro ‘La fiamma di una candela’ ci ricorda che per ripartire occorre recuperare la capacita’ di immaginare. Proviamo a risognare il Coronavirus da un altro punto di vista, non piu’ come qualche cosa che ci aggredisce e ci fa stare male, ma come un’occasione per rispettare le regole ed essere prudenti di fronte all’inconscio collettivo. Forse tra le pareti di casa possiamo sviluppare la creativita’- consiglia l’analista del Cipa- vedo questo proliferare di dolci, l’aspetto del cibo in fondo e’ una gratificazione orale ed e’ un modo di riempire il vuoto e di volerci bene. La creativita’ ci fa uscire dal panico e ci permette di dire che dentro di noi abbiamo delle risorse sane, aldila’ delle difese che dobbiamo prendere sul piano sociale per rispettare le indicazioni che ci vengono date”.

Ecco allora dei consigli pratici per stare bene in questo periodo di maggiori limitazioni: “Fare piccoli lavoretti manuali, leggere, ascoltare della musica e tutto cio’ che va a stimolare l’area preverbale- propone Testa- perche’ in questo momento siamo ossessionati dal pensare e abbiamo perso la capacita’ di immaginare. L’immaginazione e’ quella funzione che ci permette di rapportarci diversamente con lo sconosciuto nella nostra mente. Dobbiamo imparare in questo momento a sopportare quelle paure che non sempre possono essere superate, ci sforziamo continuamente nel fare qualcosa ma cosi’ aumenta l’ansia. È importante, invece, accogliere questo momento come stimolo per imparare a sopportare le paure, a contenerle, a non vergognarci delle nostre fragilita’. Impariamo a sopportare di stare nell’incertezza”, conclude Testa.

Da dire.it

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