III domenica del tempo ordinario – Anno B, commento al Vangelo

Convertitevi e credete al Vangelo

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Mc 1, 14-20

È terminato il tempo dell’attesa, la Parola si è fatta carne, Gesù è venuto in mezzo a noi e ci ha mostrato il volto del Padre. L’inizio della lettera agli Ebrei è ancora presente ai nostri orecchi: “Molte volte e in diversi modi Dio ha parlato ai padri nostri, ora parla a noi attraverso il Figlio”.

La rivelazione è compiuta: “il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo”, così il Vangelo di questa domenica.

Non c’è tempo da perdere, è necessario metterci all’opera per costruire insieme il Regno di Dio.

Abbiamo la Parola, abbiamo il dono dello Spirito, abbiamo il dono dell’Eucarestia, cosa ci manca ancora per intraprendere il nostro cammino?

L’invito alla conversione è pressante: “Ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta”, “il tempo si è fatto breve”, “il tempo è compiuto”. Non c’è più tempo per tergiversare.

Tutti noi siamo invitati a vivere appieno il tempo che ci è donato, tempo che si colloca tra la prima e la seconda venuta del Signore.

La valenza del tempo è tenuta nella massima considerazione della Sacra Scrittura: “Un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo”, “Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore” (Sal 99).

Da queste premesse il detto popolare il tempo è prezioso.

Oggi troviamo più generosità nel fare l’elemosina con il denaro che con il tempo; siamo gelosi e avari del nostro tempo. Guai a chi ci fa perdere tempo!

Da quanto detto ne deriva che ognuno di noi dovrebbe proporsi di impiegare bene il tempo che il Signore mette a sua disposizione.

Già ai nostri figli dovremmo insegnare da subito che non bisogna perdere tempo. Di qui l’impegno nello studio, nell’educazione, nel predisporre delle fondamenta sicure su cui, in seguito, costruire l’edificio della propria vita.

È commovente come la Scrittura non si dà per vinta e insiste nell’invito alla conversione: “Ecco ora il tempo favorevole, ecco ora il tempo della salvezza” (Cor 6,2).

Questo tempo intermedio tra le due venute è chiamato dagli studiosi il tempo della Chiesa.

Un tempo propizio per esaminare noi stessi, per individuare il progetto che Dio ha stabilito su di noi; un tempo per rispondere affermativamente sull’esempio dei profeti, della Vergine Maria “Eccomi sono la serva del Signore”.

Invece rinviamo sempre a domani, poniamo tanti ma, tanti perché… A noi tutti sarà chiesto conto di come abbiamo speso il tempo. “Ha chi ha ricevuto molto, molto sarà chiesto”. Questa Parola è chiara e fissa le nostre responsabilità.

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