Ecomusei: approvata la legge regionale «Ora possiamo costruire il nostro museo a cielo aperto»

Il consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge sul “Riconoscimento e valorizzazione degli ecomusei regionali” presentata dai consiglieri Enrico Maria Forte (Pd) e Rosa Giancola (Mdp). Con questa normativa la Regione promuove, riconosce e disciplina gli ecomusei regionali, con lo scopo di favorire la cultura della conservazione del paesaggio, valorizzare il patrimonio ambientale e culturale e promuovere la conservazione e la trasmissione della memoria storica. La legge è finanziata da uno stanziamento complessivo di 550 mila euro per il triennio 2017-2019.

L’oggetto della nuova legge sono gli ecomusei, definiti allo stesso tempo “luoghi fisici” e “spazi mentali di una comunità”, spazi aperti e di condivisione che riuniscono paesaggio e storia. Insomma, da quanto si ricava dalla relazione di accompagnamento, una sorta di “musei dell’identità” per la promozione sul territorio di iniziative che possano sostenere anche l’economia locale, l’enogastronomia tipica, il turismo, l’artigianato, i mercati locali. I criteri e i requisiti necessari per il riconoscimento degli ecomusei saranno definiti da un apposito regolamento. Prevista l’istituzione di un comitato tecnico-scientifico.

Nel corso delle tre sedute sulla proposta di legge in materia di ecomusei, sono stati approvati numerosi emendamenti al testo originario. Approvato infine dall’Aula un ordine del giorno, promosso dai consiglieri Righini e Santori (Fratelli d’Italia), che ha impegnato la giunta regionale affinché, nell’attuazione della legge, gli ecomusei siano valorizzati anche per “mettere a sistema i servizi e gli istituti culturali e le aree protette naturali presenti nel territorio di riferimento”. Nell’atto di indirizzo si chiede che gli ecomusei siano utilizzati per “valorizzare le altre strutture museali in un’ottica interdisciplinare” e possano contribuire “fattivamente all’attuazione della Convenzione europea del paesaggio”. Inoltre si sollecita il coinvolgimento dei rappresentanti di ecomusei, enti locali, associazioni e istituzioni nonché, nella stesura del regolamento, quello delle amministrazioni locali.

«Una bella notizia per le nostre comunità. Finalmente anche il Lazio può riconoscere ufficialmente gli ecomusei come istituzioni culturali e la Sabina costruire il proprio museo a cielo aperto; un grande progetto su cui stiamo lavorando come Museo territoriale dell’Agro Foronovano. Anche se quella approvata non è la proposta di legge partorita dal nostro comitato, possiamo comunque ritenerci soddisfatti poiché il testo iniziale è stato completamente riscritto in meglio; evidentemente le nostre perplessità erano fondate. Negli ultimi mesi del 2016 l’iter ha subito un’accelerazione anche grazie alla pressione politica che abbiamo esercitato. Ringrazio il consigliere Mitolo per aver sbloccato la situazione. Tuttavia non posso nascondere la delusione per il negato confronto sul territorio, con il comitato, che ho sollecitato più volte ai consiglieri di maggioranza affinché si considerassero l’esperienza e il pensiero maturato attraverso il dialogo con gli amministratori locali e le associazioni. Ma non ci siamo persi d’animo e buona parte delle nostre proposte sono comunque giunte a destinazione. Ora, aspettiamo con ansia il regolamento regionale, che ci permetterà di aprire al mondo il nostro museo senza pareti». È quanto dichiara Marco Cossu, presidente del Museo territoriale dell’Agro Foronovano, che comprende quindici comuni della Sabina.

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