Televisione

Canale 5 e il Papa, quante “intrusioni”…

Da un punto di vista televisivo non si capisce è perché Canale 5, invece di mandare l'intervista tout court, come ci saremmo aspettati vista l'esclusività, ha deciso di montarla inserendo altri interventi, altre immagini e un sottofondo musicale a tratti preponderante

Il Papa su Canale 5 al posto di Barbara D’Urso è una notizia, che speriamo non suoni irriverente. Fatto sta che la rete ammiraglia di Mediaset, come molti sanno, ha dedicato l’intera serata di domenica, anziché al debutto stagionale di Live – Non è la D’Urso, a un’intervista esclusiva a Bergoglio firmata da Fabio Marchese Ragona, seguita dal film di Daniele Luchetti Chiamatemi Francesco e da un dibattito in studio condotto da Cesara Buonamici con il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, la giornalista argentina Elisabetta Piqué, don Marco Pozza e Carlo Verdone.

Come al solito papa Francesco è stato chiaro e diretto affrontando molti temi di cui si è dato conto ieri nelle nostre pagine di Catholica. Ma quello che da un punto di vista televisivo non si capisce è perché Canale 5, invece di mandare l’intervista tout court, come ci saremmo aspettati vista l’esclusività, magari con qualche taglio per eliminare eventuali punti morti o ripetizioni, ha deciso di montarla inserendo altri interventi, altre immagini e un sottofondo musicale a tratti preponderante.

Così facendo ha voluto in qualche modo interpretare il Papa fornendo, con le sottolineature televisive, una propria idea sulle sue parole, anche se non ha impedito che certi concetti, come detto, arrivassero dritti agli oltre 5 milioni e 400 mila telespettatori che hanno seguito l’intervista registrata in Santa Marta.

In quanto al film Chiamatemi Francesco (visto dalla metà dei telespettatori di cui sopra) va detto che si tratta della riproposizione della versione cinematografica di una miniserie già andata in onda su Canale 5 che racconta la storia di Bergoglio attraverso alcuni frammenti della vita, cercando di dimostrare come questi, insieme a una robusta formazione, siano fondamentali nel determinare gli elementi della personalità di papa Francesco, che poi non sarebbe molto diverso dal Bergoglio giovane gesuita. Sul dibattito (seguito da un milione di telespettatori) c’è infine poco da dire.

Sostanzialmente tutti i partecipanti hanno riconosciuto la grandezza di questo Papa con qualche distinguo sulla possibilità che il suo pensiero e la sua azione possano incidere concretamente sul cambiamento della Chiesa e della società.

da avvenire.it

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