Athletica Vaticana: in squadra due giovani migranti africani, hanno ricevuto la canottiera dal cardinale Ravasi

Sono Jallow Buba, 20enne gambiano, e Ansu Sise, 19enne senegalese, i due nuovi podisti dell’Athletica Vaticana, la squadra di maratoneti vaticani che li ha “adottati” in segno di solidarietà e accoglienza.

I giovani, entrambi musulmani, sono da poco più di un anno in Italia, ospiti della cooperativa “Auxilium” nel Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto. Tutti e due vestono anche la maglia della Castelnuovese, squadra di calcio dilettantistica.

Buba, in Libia è stato vittima per ben tre volte di bande criminali che lo hanno ripetutamente venduto.

Storia non meno drammatica quella di Sise che ha dovuto lasciare il Senegal per numerose situazioni avverse.

A breve verranno tesserati per l’Athletica Vaticana e verranno seguiti, negli allenamenti e nelle competizioni, dai tecnici delle Fiamme Gialle che da tempo collaborano con i “maratoneti del Papa”.

Presso la sede del Pontificio Consiglio della cultura (Pcc) a Roma, i due giovani richiedenti asilo hanno ricevuto dalle mani del card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pcc, la canottiera con cui potranno prendere parte alle competizioni.

Nel presentarli, mons Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura (Pcc), ha ricordato che lo scopo della squadra è quello di «divertirsi correndo».

Ma oltre a «condividere la passione per la corsa», gli atleti vogliono «portare il messaggio e la presenza del Papa in mezzo al mondo del podismo».

Il team è composto da una settantina di podisti vaticani appartenenti a tutte le amministrazioni vaticane – dalle Fattorie pontificie di Castelgandolfo alla Segreteria di Stato, dai Musei ai Dicasteri – e vede coinvolti laici ed ecclesiastici, uomini e donne.

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