Cittaducale

“Arte e religiosità” a Cittaducale: inaugurata la mostra sull’arte sacra e la devozione popolare

Inaugurata a Cittaducale la mostra “Arte e religiosità” nel palazzo vescovile di Cittaducale: un’occasione per riscoprire alcuni momenti della religiosità popolare del centro angioino, significativi anche per il tempo presente

Cittaducale è il crocevia di una religiosità intensa e diffusa. Piccole chiesette, nascoste e poco conosciute, raccontano molto della storia del territorio civitese. Il paese in passato ha avuto ruoli importanti e da queste testimonianze riemergono storie di fede, di devozione e di santi protettori. La storia del borgo è stata caratterizzata dalla presenza di diverse spiritualità: francescane, benedettine e agostiniane, alle quali corrisponde la presenza di considerevoli testimonianze storiche, culturali e artistiche.

A questa eredità si rivolgono la mostra “Arte e religiosità” e il percorso museale allestiti nel palazzo vescovile di Cittaducale, pensate come un’occasione per riscoprire alcuni momenti della religiosità popolare del centro angioino, significativi anche per il tempo presente.

La mostra si svolge dal 16 agosto al 19 agosto 2020 e il percorso inizia proprio all’ingresso dello storico palazzo in piazza del Popolo: attraversato il lapidarium allestito in un piccolo corridoio, si incontra per prima la stanza dedicata all’Archivio storico, dichiarato di particolare interesse da parte della Soprintendenza Archivistica del Lazio perché conserva i registri dello Stato Civile dei quattro quartieri di Cittaducale a partire dall’anno 1563.
C’è poi la sala dei reliquiari, dalla quale emerge chiaramente la cura devozionale dei civitesi. Questi raffinati contenitori conservano oggetti capaci di attrarre l’attenzione popolare ed erano posizionati in evidenza sugli altari in occasione delle feste più importanti.

Il percorso museale continua con la visita al salone vescovile, attiguo alla cattedrale di Santa Maria del Popolo. Ornato con dipinti raffiguranti i castelli (oggi diremmo i paesi o, religiosamente parlando, le parrocchie) che componevano la piccola diocesi di Cittaducale, era lo spazio di rappresentanza nel quale il vescovo accoglieva le autorità e dava udienza pubblica.

Il salone si deve, nella sua edificazione e nella sua decorazione, alla volontà del vescovo civitese Pomponio Vetuli, titolare della cattedra dal 1632 al 1652. Per le decorazioni chiamò alcuni artisti che in quegli anni erano molto attivi anche a Rieti compresi, forse, i Manenti padre e figlio. Il progetto pittorico previde di alternare le figure dei Castelli agli stemmi dei vescovi che lo avevano preceduto alla guida della Chiesa civitese.

Il percorso museale si conclude con la vista alla Cattedrale Santa Maria del Popolo, che a sua volta conserva dei piccoli capolavori tutti da scoprire.

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