Famiglia

Amanti degli animali e sempre on line: il ritratto dei papà italiani

Eurispes regala una fotografia statistica dei padri italiani nel 2020

Nei decenni piu’ recenti, la data del 19 marzo e’ divenuta la “festa del papa’”, il che fotografa lo slittamento progressivo della figura maschile dalla sua dimensione fondamentalmente “sociale” e pubblica, verso quella piu’ “privata” e, in certa misura, piu’ intima.

Comincia cosi’ una nota dell’Eurispes dedicata alla fotografia statistica dei padri italiani nel 2020. Nel nostro Paese solo dalla riforma del diritto di famiglia negli anni Settanta, anche giuridicamente il “padre” non e’ piu’ il “capo” della famiglia e il “padre-padrone” al quale nel passato si doveva “dare del voi”, ma condivide la potesta’ genitoriale con la madre: ha perso in “potere”, e spesso se ne lamenta, ma ha conquistato in “affettivita’”. Il “padre” arretra, il “papa’” avanza, si potrebbe dire.

DIMINUISCONO LE NASCITE

Chi certamente indietreggia, almeno dal punto di vista numerico, sono i figli: nel 2019 sono nati in Italia circa 430.000 bambini. Nei primi anni Sessanta ne nascevano piu’ di un milione. Il padre-papa’ non e’ poi oramai l’assoluto dominus, il responsabile economico della famiglia, l’unico “che lavora”. A parte il fatto che le donne (e purtroppo anche i minori) hanno sempre “lavorato”, soprattutto nell’economia agricola, oltre che in casa, e’ vero che il peso femminile nel mondo del lavoro e’ cresciuto nei decenni del secondo dopoguerra. Cio’ ha contribuito a picconare gli stereotipi della societa’ patriarcale. Non mancano, ovviamente, le resistenze, e molta strada e’ ancora da fare.

PROGETTI E ASPIRAZIONI RIDIMENSIONATI, PER LA MAGGIOR PARTE DEGLI UOMINI IMPOSSIBILE PIANIFICARE IL FUTURO

Quasi la meta’ degli uomini italiani (46,4%) e’ costretta a utilizzare i risparmi per poter arrivare a fine mese; il 31,8% arriva a fine mese senza grandi difficolta’, mentre solo il 23,7% riesce a risparmiare. In difficolta’ il 32,6% per quanto riguarda la rata del mutuo, l’affitto (36,4%), le spese mediche (23,9%). Le utenze sono un problema per piu’ di uno su quattro (27,3%). Emerge una incertezza diffusa, manifestata soprattutto dall’impossibilita’ di mettere da parte risparmi per la maggioranza degli uomini (76,3%), e quindi di fare progetti importanti o a lungo termine. Per i prossimi dodici mesi, la meta’ degli uomini afferma che certamente (25%) e probabilmente (25,5%) non riuscira’ a risparmiare. Solo il 4,9% e’ sicuro di poter risparmiare, il 18,9% e’ ottimista.

UNO SU TRE HA CHIESTO AIUTO ALLA FAMIGLIA D’ORIGINE, 2 SU 10 HANNO LAVORATO IN NERO

Nell’ultimo anno, piu’ di un uomo su tre (35,6%) e’ stato costretto a ricorrere al sostegno economico della famiglia d’origine. Il 24,6% degli uomini ha dovuto svolgere il doppio lavoro per vivere, mentre il 20,7% ha accettato di lavorare senza contratto. Il 14,2% ha chiesto aiuto economico ad amici e altri parenti, mentre l’11,7% degli uomini e’ tornato a vivere nella casa di famiglia d’origine per motivi di bisogno. Infine il 13,3% ha sopperito alla necessita’ di aiuto economico richiedendo prestiti a privati (non parenti ne’ amici), nell’impossibilita’ di chiedere prestiti in banca.

LE RINUNCE PER FAR QUADRARE I CONTI, SI TAGLIA ANCHE SULLA SALUTE

Nell’ultimo anno, il carico fiscale che grava sulle famiglie e’ rimasto invariato secondo la maggioranza degli uomini italiani (41,9%), mentre e’ leggermente aumentato per il 31,8% o nettamente aumentato per il 13,1%. Per far quadrare i conti, il 32,7% trascura, per motivi economici, controlli medici periodici e preventivi, mentre uno uomo su quattro (26,3%) rinuncia a cure e interventi dentistici. Il 22,1% fa a meno di trattamenti e interventi estetici, il 20% a visite specialistiche per disturbi e patologie specifiche, mentre il 18% rinuncia a terapie e interventi medici. Piu’ della meta’ degli uomini interpellati ha dovuto rimandare o rinunciare all’acquisto di una nuova automobile (52,3%), o alla riparazione del proprio auto/motoveicolo (30,2%). Il 44,6% a riparazioni e ristrutturazioni della propria abitazione, mentre le spese meno onerose relative alla casa sono leggermente piu’ sostenibili (vi rinuncia il 37,1%). Piu’ di un intervistato su tre, invece, (34%), pur avendone la necessita’, ha dovuto rinunciare all’assistenza da parte di una badante per motivi economici.

TRASPORTI ALTERNATIVI: FLIXBUS IL PIÙ UTILIZZATO

Tra le forme alternative di servizi di trasporto alternativo, quello piu’ utilizzato dagli uomini e’ Flixbus, adottato dal 26,6% dei rispondenti. Segue il car sharing, servizio disponibile solo nelle grandi citta’, utilizzato dal 22,8% del campione; il bike sharing e’ utilizzato dal 17,6%, mentre il ride sharing e’ una soluzione di viaggio per il 17,4%. Lo scambio di case private e’ utile per il 16,7% degli uomini, mentre Uber e’ utilizzato solo dal 13,8%.

SHOPPING ON LINE: ACQUISTANO IN RETE 8 SU 10

Gli acquisti on line fanno ormai parte della normale routine degli uomini italiani: che siano effettuati raramente (16,7%), qualche volta (30,4%), spesso (21,8%) o abitualmente (11,5%), essi coinvolgono piu’ dell’80% degli uomini italiani. Solo il 19,6% non intende acquistare mai online, mentre un italiano su tre lo fa spesso o abitualmente. I piu’ restii agli acquisti on line sono gli uomini delle Isole (27,4%) e del Sud (24,4%), mentre rappresentano un’abitudine per il 22,9% degli uomini del Nord-Est. Acquistano abitualmente soprattutto gli uomini tra i 18 e i 24 anni (28,3%) e tra i 25 e i 34 anni (21,5%), e il dato decresce con l’avanzare dell’eta’, fino ad arrivare al 3% degli over 64. Piu’ della meta’ degli uomini (55,6%) afferma di comprare on line un prodotto visto o provato in negozio; inversamente, il 40,5% compra in negozio prodotti visti on line, controbilanciando la tendenza. Acquistano prodotti visti solo dallo schermo del proprio pc, il 54% degli uomini intervistati, mentre la pubblicita’ e’ la leva di vendita per gli acquisti on line nel 39% dei casi.

UOMINI, NUOVI STILI ALIMENTARI: TRA VEGANESIMO E DIETE “SENZA”, CONQUISTATI DALLA COMODITÀ DELL’ASPORTO E INCURIOSITI DAGLI ALIMENTI ALLA CANNABIS LIGHT

Circa 1 uomo su 10 e’ vegetariano (7,9%) o vegano (1,6%), mentre il 5,9% dichiara di esserlo stato in passato. La scelta di essere vegetariani o vegani e’ dettata soprattutto da motivazioni legate al benessere: il 22,6% lo e’ perche’ fa bene alla salute, un altro 22,6% per mangiare meno e meglio. Un uomo su cinque (20,8%) pone l’accento sul rispetto nei confronti degli animali, cosi’ come chi ne fa una filosofia di vita (20,8%). Tutela dell’ambiente, curiosita’ e sperimentazione sono invece leve meno frequenti per abbracciare questo stile alimentare (5,7%). Quasi due uomini su dieci (17,1%) seguono un’alimentazione priva di lattosio o la arricchiscono con integratori (16,5%). Il 12,8% segue un regime alimentare privo di glutine. Acquistano invece alimenti a base di cannabis light nei negozi di canapa piu’ di 2 uomini su 10, tra chi li acquista sempre (6,8%) e chi afferma di aver provato (16%); in molti vorrebbero provarli (23,7%). Piu’ della meta’ degli uomini (52,7%) acquista (qualche volta, spesso o sempre), anche se la maggior parte delle preferenze vanno al cibo da asporto (70,4%) e ai prodotti industriali di rapida preparazione (61%).

QUATTRO SU DIECI HANNO DEI PET IN CASA, PER I QUALI SI ARRIVA A SPENDERE IN MEDIA DAI 30 AI 100 EURO MENSILI. METÀ DEGLI UOMINI HANNO UN CANE PER AMICO

Le case degli uomini italiani accolgono, in quasi quattro casi su dieci, almeno un animale domestico (38,5%). Nel dettaglio: il 20,1% ne possiede uno, il 10,1% ne possiede due, il 4,9% ne possiede tre e una piccola fetta percentuale (3,4%) ne possiede piu’ di tre. Piu’ della meta’ ha scelto di avere un cane (53,6%), il 28,5% un gatto. Un animale domestico costa dai 51 ai 100 euro al mese per il 35% degli uomini che hanno un pet, dai 31 ai 50 euro mensili per il 29,4%, meno di 30 euro per il 20,1% e dai 100 euro in su per il 15,4%. Tra le spese extra il 27,1% acquista per i propri amici animali anche integratori alimentari, il 22,9% alimenti biologici e l’11,2% farmaci omeopatici appositi.

CITTÀ INSICURE PER 3 SU 10, MA GLI UOMINI ITALIANI GIOCANO “IN DIFESA”

Il senso di insicurezza attanaglia quasi il 30% degli uomini italiani che giudicano poco o per nulla sicura la propria citta’. Questo e’ piu’ vero soprattutto per i 25-34enni e per quanti si trovano nella fascia d’eta’ compresa tra i 45 e i 64 anni (32,3%), con percentuali maggiori tra gli abitanti del Centro Italia (34,5%). Per sentirsi piu’ al sicuro, negli ultimi due anni gli italiani hanno installato un sistema di allarme (28,1%), grate alle finestre (27,9%), messo una porta blindata (25,4%). Porta con se’ un coltello il 9% degli uomini o uno spray al peperoncino (8,8%), mentre ha acquistato un’arma da fuoco l’8,5%. Preferiscono, dunque, attuare atteggiamenti difensivi piuttosto che di attacco, e orientati alla protezione dei beni piu’ che della persona.

IMMIGRAZIONE, SERPEGGIA LA PAURA DELL’ALTRO: PER CIRCA IL 60% LA DIFFIDENZA È CONDIVISIBILE O GIUSTIFICABILE

Il 63,3% degli uomini italiani considera un atteggiamento di diffidenza verso gli immigrati come “condivisibile” (18,7%) o “giustificabile, ma solo in alcuni casi” (44,6%), mentre il 36,7% considera cio’ “pericoloso” (23%) o “riprovevole” (13,7%). Per il 35,4% degli uomini, gli immigrati tolgono lavoro agli italiani, sebbene la convinzione piu’ radicata sia quella che con essi aumenti la criminalita’ (60%). Per il 38,7% essi aumentano il rischio di malattie, mentre piu’ di 1 uomo su 3 (35,6%) vede minacciata la nostra identita’ culturale.

AMBIENTE: SONO I RAGAZZI A PREOCCUPARSI DEL RISCALDAMENTO TERRESTRE. TRA LE RINUNCE POSSIBILI GLI UOMINI ANNOVERANO ANCHE LA RIDUZIONE DELL’USO DELL’AUTO E DEI CONDIZIONATORI

Sul versante ambientale, per gli uomini italiani il riscaldamento del pianeta e’ la problematica piu’ urgente da affrontare (27%), soprattutto tra i 18-24enni (37%) e tra i 25-34enni (36,6%). Seguono la gestione dei rifiuti (18,9%) e l’inquinamento atmosferico (18%). 8 uomini su 10 si dicono disposti ad usare lampadine a basso consumo per ridurre l’impatto sull’ambiente, il 73,4% utilizzerebbe meno l’automobile privata, e il 73,6% si dichiara favorevole ad acquistare prodotti privi di imballaggi di plastica, il 69,8% userebbe di meno i condizionatori d’estate.

INFORMAZIONE ATTENDIBILE DAI TG E VOTO ORIENTATO PIÙ DA VALORI PERSONALI CHE CONVINZIONI IDEOLOGICHE

Nel veicolare le informazioni i telegiornali sono considerati affidabili dal 61,6% degli uomini, i quotidiani dal 54% circa, i giornali radio dal 57,2%. L’attendibilita’ cala per i quotidiani on line (49,5%), i forum/blog (40,8%), i talk televisivi (42,4%) e crolla per i Social a solo il 36,8%. Ad influenzare, invece, le scelte di voto sono soprattutto i valori e le opinioni personali (30,9%); seguono a distanza la situazione economica e lavorativa (18,3%), la visione del futuro (15,3%), la situazione familiare (9,7%), la tradizione familiare (9,2%), mentre l’opinione di parenti e amici conta meno (7,4%). Dai dati si evince che le motivazioni ideologiche, cosi’ come la visione a lungo termine, hanno peso piu’ dei motivi contingenti e dei condizionamenti esterni di famiglia e amici.

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