All’asta il Nobel di Quasimodo

100.000 euro. Tanto vale un premio Nobel per la Letteratura. O meglio, è questo il prezzo a cui un antiquario si è aggiudicato la medaglia che Salvatore Quasimodo ricevette nel 1959. Il figlio del grande poeta, forse per necessità economiche, forse perché invece della madre Quasimodo portò alla cerimonia un’altra donna, ha infatti messo all’asta il premio del padre lo scorso 2 dicembre.

Poco male si potrebbe dire. Non è certo un pezzo di metallo prezioso l’eredità di maggior valore di un poeta. Lo Stato avrebbe potuto aggiudicarselo vista la cifra non esorbitante, ma si sarebbero comunque innescate accese polemiche. Che infatti non sono tardate. Pare che il vincolo culturale posto sulla medaglia, che impedisce di portarla all’estero, abbia influito negativamente sul prezzo di vendita.

Spesso i meriti artistici non combaciano con i comportamenti morali dell’artista, o quantomeno per amici e parenti la figura premiata non corrisponde all’immagine che ne danno le sue opere. È facile dimenticarsi che dietro le parole si nasconde comunque un uomo in carne ed ossa. Essere figli di un personaggio famoso non presentò solo lati positivi.

Tutto sommato c’è da dire che i riconoscimenti hanno un valore simbolico a prescindere dalle medaglie. E poi qual è il posto di Quasimodo nella cultura di massa? Una poesia alle superiori e poco altro. Le curiosità della cronaca, come in questo caso, ci raccontano in realtà della nostra indifferenza e della strana forma di memoria a cui i media ci hanno portato.

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