25. Organo della chiesa di San Michele Arcangelo al Borgo

In parte simile a quella di S. Cecilia è la storia di S. Michele Arcangelo. Ancor più antica della precedente (VIII sec.), di fondazione longobarda e poi di giurisdizione farfense, anch’essa fu demolita per gli stessi motivi nel 1556. Ricostruita con lo stesso titolo, fu di nuovo abbattuta in seguito ai gravi danni provocati dal bombardamento del Borgo nel 1944. A differenza di S. Cecilia, però, la chiesa fu riedificata nei primi anni ’50 del secolo scorso nella forma attuale.

Nella vecchia S. Michele Arcangelo nel 1590 era stata istituita la confraternita del SS.mo Sacramento. E proprio a questo benefico sodalizio, che aveva molto a cuore il decoro della chiesa, si deve la costruzione di un organo nell’ultimo quarto del secolo XVIII e comunque prima del 1794. Lo attesta un inventario dei beni mobili di S. Michele Arcangelo di quell’anno, nel quale, tra le altre cose, si nomina

«un organo fatto a spese della Compagnia <del SS.smo Sacramento> e dalla medesima si mantiene con pagare al organista, che deve sonarlo nella messa conventuale in tutte le feste di precetto. Per la di lui mercede paga ogni anno scudi quattro».

Molto probabilmente anche questo strumento fu opera del già ricordato Damaso Fedri, che in quegli anni non aveva rivali sulla piazza di Rieti. L’organo, ricordato nella visita del 1834, fu restaurato nel 1912 a spese del parroco (£ 500), dopo oltre un secolo di vita, e ripulito nel 1918. Poi se ne perdono le tracce.

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