Chiesa di Rieti

Giovani di Rieti al campo estivo diocesano: sogni, crescita e spiritualità

Dal 4 al 7 luglio, ragazzi e ragazze della diocesi di Rieti hanno esplorato i loro sogni, ispirati dal bicentenario di Don Bosco e dalle figure bibliche, in un mix di riflessione, creatività e fede. Il vescovo ai giovani: «Diffidate delle risposte premature o precostituite e di quelle che gli altri vorrebbero cucirvi addosso»

«Di che sogno sei?», è il gioco di parole scelto come tema per l’intensa esperienza estiva che dal 4 al 7 luglio 2024, i giovani della diocesi di Rieti hanno vissuto presso l’Istituto Santa Filippa Mareri a Borgo San Pietro. Un campo estivo che ha accolto ragazzi e ragazze dagli 11 ai 15 anni, offrendo loro un’opportunità unica di riflessione, crescita personale e divertimento.

Il programma ha visto una serie di attività pensate per stimolare la creatività e la riflessione dei giovani partecipanti. I ragazzi sono stati invitati a riconoscere e comprendere i sogni presenti nei loro cuori, disponendosi ad ascoltare la voce di Dio attraverso di essi. Celebrando il bicentenario di don Bosco, i giovani hanno esplorato il famoso sogno dei nove anni del santo, riflettendo sull’importanza dei sogni nella loro vita e crescita spirituale. Attraverso una scenetta sulla vita del profeta Samuele, hanno imparato che i sogni possono diventare realtà, ma richiedono impegno e azione. E ispirati dalle note del cantautore Ligabue, i giovani hanno messo alla prova il loro estro creativo, realizzando delle magliette personalizzate che rappresentavano i loro sogni.

Durante il campo, i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi con figure bibliche e religiose che hanno fatto dei sogni una parte fondamentale della loro vita e missione. La vita e il sogno dei nove anni di Don Bosco hanno fornito una guida su come i sogni possano influenzare positivamente il percorso di vita. La storia di Giuseppe d’Egitto ha offerto un esempio di come i sogni possano essere strumenti di salvezza e guida divina. L’esperienza del profeta Samuele ha insegnato che i sogni, se accolti con fede, possono trasformarsi in realtà significative.

Il vescovo Vito, ha inviato un messaggio di incoraggiamento ai giovani partecipanti. Sebbene impegnato a Trieste nella Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, ha voluto assicurare la sua vicinanza spirituale e il suo sostegno. Ha esortato i ragazzi a non accontentarsi di risposte facili, ma a mettersi in cammino alla ricerca della loro vera vocazione, fidandosi di Gesù e lasciandosi accompagnare dalle persone che li amano.

Il campo si è concluso il 7 luglio con una celebrazione eucaristica presieduta da don Vincenzo alle 11 presso il monastero di Santa Filippa. Dopo la Messa, i genitori si sono riuniti con i loro figli per un momento di condivisione e un rinfresco, chiudendo così un’esperienza indimenticabile e arricchente per tutti i partecipanti. Che siano riusciti o meno ad illuminare i propri sogni, tutti hanno sicuramente vissuto un momento di esplorazione e confronto, un’occasione per crescere nella fede e costruire legami significativi con i loro coetanei e educatori. Basta questo ricordare l’evento come un passaggio che segna qualcosa di profondo nei cuori di tutti coloro che vi hanno partecipato.