La giornata, spiegano dall’associazione fondata da don Luigi Ciotti per promuovere nella società la cultura della legalità, è un modo per fare memoria che insieme diventa «richiesta di verità e giustizia», perché «sottolinea, non solo simbolicamente, che per contrastare le mafie e la corruzione occorre sì il grande impegno delle forze di polizia e di molti magistrati, ma prima ancora occorre diventare una comunità solidale e corresponsabile, che faccia del “noi” non solo una parola, ma un crocevia di bisogni, desideri e speranze. Volti di un Paese magari imperfetto, ma pulito e operoso, che non si limita a constatare ciò che non va, ma si mette in gioco per farlo andare».