Artigiani al lavoro

Valle del Primo Presepe: modellare la terra per ritrovare il gesto di san Francesco

In parallelo alla realizzazione del grande scenario del presepe che sarà allestito sotto gli archi del vescovado, il maestro Francesco Artese ha commissionato a un artista siciliano la realizzazione artigianale delle statue dei vari personaggi che lo popoleranno, che saranno poi rivestiti dai costumi in corso di realizzazione presso un’azienda campana

«Avevo circa quindici anni quando ho scoperto che la materia inerte non era così inerte, anzi attendeva di essere plasmata». Quasi un’illuminazione per il maestro Vincenzo Velardita, in questo periodo in procinto di realizzare le statue di terracotta per il monumentale presepe che verrà allestito sotto archi del Palazzo Papale.

Nato e cresciuto a Caltagirone, Velardita apre il laboratorio nel 1985, e realizza straordinari personaggi e composizioni che rappresentano momenti di vita contadina e gruppi presepistici, ma anche natività e gruppi scultorei, pannelli a bassorilievo, vasi ornamentali con applicazioni a rilievo.

Tutti pezzi unici, e tutti forgiati a mano secondo l’antichissima tradizione artigianale della sua Caltagirone.

Appositamente per Rieti, il maestro Velardita sta realizzando settanta creazioni di circa trena centimetri, su indicazione del maestro presepista Francesco Artese: «mi arrivano delle indicazioni sulle quali mi baso per creare le mie statue. Nonostante la lunga lavorazione che richiede vari giorni di lavoro per una sola statuetta, se un’espressione non mi convince o mi accorgo che non trasmette la giusta emozione, non esito a buttarla».

Un lavoro minuzioso, atto dunque a trasmettere prima di tutto sentimento, evocando in ogni dettaglio la spiritualità e la visione d’insieme che San Francesco volle infondere a Greccio nel 1223 attraverso la rievocazione vivente della scena della Natività.

Per creare un personaggio, Vincenzo Velardita parte dall’argilla cruda e inizia a plasmarla prima in maniera grezza, poi nei dettagli. Una volta ottenuto il risultato ottimale, la statua impega circa quindici giorni per seccare totalmente, prima di passare al lungo processo di cottura a 950 gradi. «Parto dall’argilla cruda, per cui per le mie statue occorre una cottura lenta: restano circa due giorni nel forno per poi essere decorate e quindi ultimate con un fissativo, che può essere cera, colla o bitume».

Unici e originali i personaggi creati per l’allestimento di Rieti, che sarà aperto ai visitatori per le prossime festività natalizie, in occasione della seconda edizione del progetto La Valle del Primo Presepe, promosso dalla diocesi in sinergia con i Comuni di Greccio e Rieti e altri partner istituzionali.

«Ci saranno anche scene particolari, lo storpio aiutato dal nobile, e poi Santa Chiara, il bambino che chiede l’elemosina insieme al padre, un gregge composto da venti pecore, alcuni asini da soma e un lebbroso per il quale ho tratto ispirazione dal film su San Francesco di Franco Zeffirelli».

Una volta ultimate, le statue destinate al grande presepe reatino arriveranno a San Sebastiano al Vesuvio, nel laboratorio della Nicla Presepi, dove saranno vestite secondo l’abbigliamento storico dell’epoca, sempre su indicazione del maestro Artese.

Oltre a varie mostre in tutta italia, dal 2000 in poi il maestro Velardita ha indirizzato la sua attenzione alla realizzazione di presepi monumentali sia per privati che per enti pubblici o chiese.

Questi includono l’utilizzo di grandi scenografie allestite all’interno di vasti ambienti, le quali propongono scorci di architetture agresti che rimandano alla memoria il nostro ‘700 e ‘800 siciliano, anche con effetti di luce e giochi d’acqua.

«Conosco bene la vostra Valle e la storia del primo presepe al mondo», aggiunge il maestro. «Mi è capitato più volte di avere clienti che mi hanno commissionato la creazione di scene francescane, come appunto la creazione del presepe, oppure la scena con il lupo e con gli animali, è una richiesta per me molto frequente».

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