Valle del Primo Presepe / Padre Luciano: «Dio ci raggiunge nel luogo più basso»

«Di Greccio siamo custodi, non padroni. Se uno diventa padrone, perde la capacità di trasmettere la bellezza, il valore che ancora Greccio ha da dire sulla nostra storia». Ha esordito così padre Luciano De Giusti salutando i tanti che si sono riuniti nella chiesa del Santuario di Greccio per partecipare alla conferenza stampa di presentazione della “Valle del Primo Presepe”, l’iniziativa promossa dalla Chiesa di Rieti – insieme ai comuni di Greccio e Rieti, con la partecipazione della Confcommercio, dell’Associazione Italiana Amici del Presepio e di Fondaco, e grazie al sostegno della Fondazione Varrone – come occasione di riscoperta della più autentica spiritualità della Valle Santa. Uno «Lo spirito francescano», ha sottolineato padre Luciano, necessario per fare un «salto di qualità», capace di «rendere più fratelli».

«In una sola notte Greccio è cambiata. La notte del presepe ci dice che a volte non bisogna fare tante cose, che una sola notte può cambiare la storia umana. Noi andiamo alla ricerca di qualcosa di importante: nella notte di Greccio san Francesco ci ha raccontato la scelta di precarietà fatta da Dio nell’incarnazione. Ha voluto raccontare alla gente la storia precaria vissuta dal figlio di Dio nel mondo. In questo modo fa assaporare qualcosa di bello al popolo di Greccio. Forse questa cifra aiuta tutti a vivere in un tempo in cui tutti siamo precari. Greccio ci aiuta anche perché gli abitanti di Greccio pensavano alle grandi città: Francesco – ha concluso il frate – ci dice che Dio ci raggiunge nel posto più basso, nella semplicità delle nostre case».

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