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«L’Universale Anima e Materia»: Giampaleotti espone sotto gli archi del Palazzo papale

Approda anche a Rieti “L’Universale Anima e Materia”: mostra itinerante dell’artista Paolo Paleotti, in arte Giampaleotti. Gli archi del Palazzo papale, infatti, ospiteranno l’esposizione a partire dal 23 settembre, con il vernissage alle ore 18, fino al 30 del mese.

Approda anche a Rieti “L’Universale Anima e Materia”: mostra itinerante dell’artista Paolo Paleotti, in arte Giampaleotti. Gli archi del Palazzo papale, infatti, ospiteranno l’esposizione a partire dal 23 settembre, con il vernissage alle ore 18, fino al 30 del mese.

È un’arte spontanea quella di Giampaleotti, che non ha bisogno di preliminari, tanto meno di didascalie o aggettivazioni, ma mette l’osservatore “attento” al centro di una storia personale, teatrale e coreografica.

«La narrazione spudorata del risveglio della coscienza dell’artista – spiega il curatore della mostra Mauro Silani diventa consapevolezza collettiva e universale. Giampaleotti è uno spirito libero: autodidatta approccia i materiali di recupero del suo lavoro senza timori reverenziali, culturali, o di genere che sarebbero deleteri alla rappresentazione della sua visione artistica. Proprio di una visione si tratta e quindi è necessario seguire il percorso e il discorso che ci propone: non necessariamente cronologico ma evolutivo, universale, dall’anima alla materia».

Una incarnazione artistica del “Sé” che prende forma in opere scultoree, da “Momenti di un Sogno” fino alla “Parabola dell’esistenza”, attraverso altri lavori fondamentali come “Bene e il Male”, “Barcone dell’esistenza”, “Teatrino dell’esistenza”, “Equilibrio e disequilibrio” o la filosofica “Uomo chi Sei”. «Trasmutazioni metafisiche – aggiunge Silani – che però incidono sul reale».

Giampaleotti invita ad entrare nella la vera natura della Materia, quella profonda e sacra, una dicotomia che sottende all’eterno dilemma tra “Presenza” e “Assenza” rompendo la sottile membrana che ci separa dal Divino.

L’artista

Paolo Paleotti in arte Giampaleotti è nato Roma nel 1972 fin da bambino predisposto verso la creatività e l’arte. La sua formazione non è accademica, ma fatta di dura scuola pragmatica. L’approccio giovanile con i materiali edili e quelli di riciclo lo hanno spinto a sperimentare prima verso la decorazione, i plastici e la pittura, poi verso la scultura. Avendo conoscenza diretta dei materiali ha sentito la necessita di trasformarli come se la sua stessa anima e tutte le sue energie creative lo spingessero a plasmarli. Il suo messaggio: «L’Anima si affida a ciò che ha visto aprendo le parti dormienti della nostra personalità». L’artista è stato presente a Expo Eataly con ‘Il tesoro d’Italia’, il progetto curato da Vittorio Sgarbi e coordinato dal suo assistente Sauro Moretti, che ha accolto lo scultore reatino con l’opera ‘Memorie di un Sogno’.

Il Collettivo Oxford

Nel gennaio del 2018 Giampaleotti ha aderito al “Collettivo Oxford”, costituito nel gennaio 2018 per unire l’interesse verso la divulgazione artistica, scientifica e filosofica, partendo da radici comuni. Un gruppo composto da pittori, scultori, letterati, filosofi, scrittori, poeti, accademici, scienziati, fotografi, attori, performer, registi, video-artisti, architetti, grafici e maestri artigiani e operatori dei Fab Lab, nato da incontri e simposi avvenuti a Roma, a partire dai quali si è sviluppato il movimento artistico “Arcaico e presente”: un “Nuovo spazialismo romano” secondo la definizione del maestro Gianpaolo Berto e del fondatore Mauro Silani, sottoscritto in una bozza di Manifesto da tutti gli artisti del “Collettivo Oxford” e dal critico d’arte Rosa Orsini.

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