Un problema da risolvere per il turismo montano di tutti

Organizzata dagli operatori Tutela Ambiente Montano del CAI Lazio, è stata realizzata un’escursione domenica 20 settembre nella zona sovrastante Leonessa, cittadina sita alle pendici del Terminillo. L’escursione, che ha visto la partecipazione di circa 70 soci provenienti da 12 sezioni del Lazio, dell’Abruzzo e delle Marche, si è svolta in maniera pacifica e tranquilla, anche con qualche selfie tra motociclisti ed escursionisti.

«È importante però – sottolineano da Club Alpino Italiano Gruppo Regionale Lazio – fare alcune importanti considerazioni in merito e precisare quanto segue, per dovere di cronaca».

Domenica scorsa hanno coinciso sullo stesso territorio e sugli stessi sentieri due manifestazioni sociali, la motocavalcata di vaste dimensioni sui sentieri di Leonessa e l’escursione CAI Gruppi Regionali Lazio-Marche-Abruzzo, pubblicizzata con tanto di itinerario sul sito istituzionale www.cairieti.it.

La chiusura della Strada Provinciale 10 con Ordinanza scritta a mano da parte del Sindaco di Leonessa Trancassini è stata decisa improvvisamente (sabato 19) e non si è data trasparente comunicazione né agli organizzatori dell’escursione, né sul sito del Comune di Leonessa. Gli escursionisti hanno con sorpresa preso atto del cartello di divieto del transito solo una volta andati sul posto per fare l’escursione programmata, trovando meravigliata ed esterefatta dell’accaduto una consistente presenza di forze dell’ordine (Carabinieri, Forestale, Polizia Municipale). L’escursione prevedeva, dopo uno spostamento in macchina lungo la SP 10 che collega Leonessa al Terminillo per raggiungere l’inizio del Vallone del Rio Fuggio (ca 3 km da Leonessa), di percorrere quasi per intero la valle, di transitare per il Passo del Lupo e tornare poi sulla SP10 in località Campo Stella.

La bellezza degli ambienti attraversati e la loro varietà ha fatto dimenticare ai partecipanti la strada asfaltata percorsa ed il senso di fastidio per essere stati giudicati dei potenziali eversivi; a dimostrazione dell’ingiustificato allarme, in diverse occasioni i soci CAI si sono ordinatamente disposti sui lati del sentiero per permettere il passaggio delle moto, con scambio di saluti. La stessa ordinanza però non è stata fatta rispettare ai motociclisti presenti sul tratto di strada chiusa. Il CAI non ha deciso in seguito alla notizia della motocavalcata di organizzare la propria presenza. L’escursione “Passo del lupo da Leonessa” era in programma dallo scorso anno come documentano i libretti delle attività sociali delle varie sezioni del CAI. La coincidenza delle manifestazioni ha voluto che si ingenerassero inesatte interpretazioni da parte dell’Autorità locale, paventando il nascere di incidenti tra le due parti, motociclisti e soci CAI (nella maggior parte tranquilli signore/i di mezza età), tali da poter dar origine ad una situazione di ordine pubblico.

Il problema non è l’ordine pubblico. Il problema sono i permessi per queste manifestazioni sui sentieri che provocano conseguenze sulla sicurezza di chi fa escursionismo su carrarecce e sentieri di montagna, che – si sottolinea – non sono strade per mezzi motorizzati. Inoltre, e non da ultimo, il problema è ambientale, poiché centinaia di moto sul sentiero creano impatti non eludibili; infatti, il transito dei veicoli a motore, a causa delle forti sollecitazioni sul terreno, a lungo andare erode e produce solchi per il ruscellamento delle acque meteoriche. Ciò può rendere instabile il terreno fino a creare, nei casi più gravi, un vero e proprio dissesto idrogeologico. Si ricorda che il percorso stabilito è all’interno dello ZPS IT 6020005 (Monti Reatini) e dei due SIC inclusi (IT 6020007 “Gruppo del Monte Terminillo” e IT 6020006 “Vallone del Rio Fuggio”). Ribadiamo: la montagna è un ecosistema fragile, da frequentare ma anche da tutelare, poiché dobbiamo restituirla alle future generazioni.

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